Banksy è entrato ufficialmente, e in prima persona, nel mondo del commercio (dell'arte). Stavolta per le sue opere non si batte all'asta. Martedì 1 ottobre 2019 a Croydon, sud di Londra, è comparso un negozio speciale. La nuova creatura da shopping si chiama Gross Domestic Product e si tratta di uno shop che espone in vetrina le opere di Banksy, lo street artist dall'identità misteriosa autore del parco di Dismaland, tra le altre cose. Rimarrà aperto solo per due settimane e poi scomparirà nel nulla, così come è apparso.
Che il pop-up store con quegli strani oggetti sia ufficialmente di Banksy e sia di sua diretta emanazione non ci sono dubbi. Sulle vetrine c'è un cartello appeso che dice che si possono acquistare le cose che vedi, ma non in quel negozio fisico, che è fatto solo per guardare: per accaparrarti una di quelle delizie devi andare online, sul sito dedicato e in cui troverai il claim che recita a chiare lettere "The homewares store from Banksy", ovvero i "casalinghi da Banksy" (nel momento in cui scriviamo lo shopping non è ancora attivo). Già questo fa capire bene che cosa potrai recuperare in uno negozio come questo. E infatti nei video e nelle foto ufficiali che circolano si vedono suppellettili perfetti per adornare casa, o luoghi alla stregua. C'è il tappeto da salotto a pelle di animale con la tigre Tony The Tiger della Kellogg's, mug e piatti di porcellana che riportano le sue opere da street art, il quadro che riproduce in 2D la famosa ruota panoramica di Dismaland, la mirror ball creata con uno degli elmetti della polizia, il giubbotto antiproiettile personalizzato (di cui è esposta una copia) che Banksy aveva pensato potesse essere perfetto per il rapper Stormzy al Glastonbury Festival. Insomma, tutte robine di pregio che ti fanno venire l'acquolina in bocca per il piacere artistico.
La storia, però, non finisce qui, perché questo pop-up store è stato aperto da Banksy per una ragione molto particolare: non si trattava di guadagnare monete sonanti con i suoi lavori, ma di ovviare a una problematica legale legata al suo marchio. L'artista ha dichiarato: "Una società di biglietti d'auguri sta contestando il marchio che detengo per la mia arte. E sta tentando di prendersi il mio nome in modo da vendere legalmente la loro finta merce di Banksy". Secondo le leggi commerciali, come ha raccontato al Guardian Mark Stephens, un avvocato esperto di diritto dell’arte che lo sta assistendo, se un marchio non viene sfruttato entro un certo periodo di tempo dal diretto interessato, qualcuno può reclamarlo a diritto. Per Banksy la soluzione è stata quindi utilizzare il marchio per dei prodotti da vendere, in modo tale che altri non se lo accaparrassero. Il ricavato sarà devoluto alla Ong Open Arms, l'organizzazione non governativa spagnola che da tempo agisce nel soccorso in mare.
L'arte e i casalinghi (di Banksy), per una buonissima causa.












