Milano Cortina 2026 è anche prevenzione. Come ogni edizione dei Giochi Olimpici, anche noi abbiamo fatto (giustamente) la nostra parte. La pattinatrice spagnola Olivia Smart ha mostrato attraverso un video diventato subito virale alcuni oggetti presenti all'interno del Villaggio Olimpico. Oltre a tutti i beni di prima necessità (tra cui gli assorbenti, ovviamente) sono presenti anche due cassette contenenti profilattici gratuiti ad uso degli atleti. I packaging, raffiguranti il logo di Regione Lombardia, sono posizionati a fianco delle mascotte olimpiche Tina e Milo. Una scelta, questa, per contrastare la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili. Per chi se lo stesse chiedendo, all'interno delle camerate della delegazione, non sono ammessi tutti gli ospiti esterni. Uno strappo alla regola però c'è...quale?
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Le regole (stile campus universitario) e lo stupore degli atleti e delle atlete
"Ti amo, Italia". Il nostro Paese, dopo la Cerimonia di Apertura Olimpica, è diventato un trend virale sui social di tutto il mondo. Ed è pure curioso, se ci pensate bene. Noi, capaci spesso a criticare gli artisti di casa nostra (vedi Laura Pausini, che è dovuta ricorrere a bloccare i commenti), mentre l'estero ha espresso gratitudine e complimenti all'organizzazione e agli artisti coinvolti. L'amore per l'Italia passa anche e soprattutto dal cibo (e dove si mangia meglio che da noi?), le nostre imitazioni mentre gesticoliamo "all'italiana" (recuperate assolutamente lo sketch di Brenda Lodigiani alla Cerimonia). Apprezzati i letti (non di cartone, come avvenuto a Parigi) e grande stupore per il bidet. Ora, però, arriviamo al punto. Se si vuole un po' di intimità, bisogna fare richiesta formale. Avete capito bene. Gli atleti e le atlete possono far entrare nelle camerate un ospite al giorno a testa, a patto che venga fatta richiesta con 24 ore di anticipo. Il motivo, inutile dirlo, è preservare gli sportivi in vista delle gare e mantenere un clima tranquillo stile campus universitario. E tra le sorprese, torna a sorprendere (come già accaduto a Pechino e Parigi) anche l'app di incontri LGBTQ+ Grindr, che ha deciso di bloccare la geolocalizzazione all'interno del Villaggio Olimpico. «Per gli atleti gay, specialmente quelli che non hanno fatto coming out o che provengono da paesi in cui essere gay è pericoloso o illegale, questa visibilità comporta rischi reali per la loro sicurezza. Il semplice fatto di apparire su Grindr rivela al mondo qualcosa sull'identità di una persona che, in più di 60 paesi, rimane un reato penale. Gli atleti potranno comunque connettersi, ma non trasmetteranno la loro posizione per farlo. Agli atleti pionieri che si recheranno in Italia: siamo orgogliosi di sostenervi e non vediamo l'ora di vedervi brillare», ha fatto sapere l'app con una nota ufficiale. Del resto, i primi preservativi gratuiti vennero consegnati ai Giochi del 1988, a supporto della campagna di sensibilizzazione sulla lotta all'Hiv.
Condoms free, l'impegno di Regione Lombardia
A rilanciare il video sul suo profilo social è anche il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. «Sì, nel Villaggio Olimpico forniamo gratuitamente profilattici agli atleti. Se a qualcuno sembra strano, non è consapevole della prassi olimpica consolidata. Iniziò a Seul 1988 per sensibilizzare atleti e giovani nella prevenzione verso le malattie sessualmente trasmissibili. Un tema che non deve creare imbarazzo. Dal punto di vista sanitario, Regione Lombardia è in campo a 360° per garantire ad atleti e team internazionali la massima assistenza in queste settimane, un’azione che fa parte dell’organizzazione olimpica, grazie alle quali abbiamo realizzato diverse opere dal Niguarda di Milano alla Valtellina, che restano ai lombardi dopo il grande evento che stiamo ospitando. La salute prima di tutto: prevenzione concreta e buon senso», le parole a corredo del post. Se Parigi aveva previsto oltre 200mila condoms gratuiti agli atleti (con un tetto massimo di due al giorno), l'Italia sembrerebbe voler lasciare liberi gli atleti di servirsi self service. Perché la libertà, in fondo, passa anche da qui.





