«Simbolo di diversità, i drag artist ironizzano sulla varietà umana attraverso satira e la moda con leggerezza e spettacolarità. Gli artisti creano nuove personalità esclusivamente per lo spettacolo, mascherandosi e trasformandosi: cambiano voce, proporzioni fisiche, in alcuni casi genere, comportamento e personalità. Questa arte nasce dalla fluidità intrinseca dell’essere umano. Interpretare altri ruoli ci libera dalla nostra storia e dalla nostra vita quotidiana, permettendoci di astrarci da noi stessi e fare una pausa dal mondo reale.
Il trucco esagerato e i costumi vistosi servono a ridicolizzare la cultura del binarismo, veicolando messaggi che insistono sui diritti civili davanti al pubblico. Theory of cross dressed aristocracy propone una varietà di personalità drag che include drag queen e king.
Ho chiesto loro di travestirsi da nobili a Versailles perché trovo interessante paragonare la comunità drag a quella dell’ancien régime, dove l’unità di misura del prestigio e della libertà di espressione è rappresentata dagli eccessi estetici. Anche nella società delle immagini gli eccessi rimangono passepartout per essere notati e ascoltati».










































































