Finora era conosciuto come "The Russian dancers", "Le danzatrici russe". Si tratta di un dipinto a pastello che raffigura delle ballerine vestite con abiti tradizionali che Degas ha visto esibirsi a Parigi e ha riprodotto nel 1899. Il quadro impressionista è conservato alla National Gallery di Londra ma ora, con l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, è finito al centro del dibattito. Da tempo, infatti, gli esperti hanno dimostrato che le donne del disegno sono, in realtà, ucraine e non russe. Così, ora, la famosa galleria d'arte ha deciso di cambiare ufficialmente il nome. Le "danzatrici russe" diventeranno "danzatrici ucraine".
Sui social c'è chi ha subito criticato la scelta, parlando della solita cancel culture e sostenendo che si tratti di un attacco al popolo russo che non ha nulla a che vedere con la politica di Putin. In realtà, i sostenitori della modifica ritengono che le danzatrici del quadro di Degas siano sempre state ucraine, semplicemente il nome era stato dato con superficialità e ora si è deciso di correre ai ripari. «Capisco che il termine "arte russa" sia generico e facile e che risultasse utile, ma è davvero importante fare le cose per bene ora», ha dichiarato al Guardian Mariia Kashchenko, fondatrice e direttrice di origini ucraine della piattaforma d'arte Art Unit ricordando che spesso le è capitato che le persone la definissero russa e mostrassero di ignorare la cultura ucraina. Diverse persone, nelle ultime settimane, hanno ricordato la polemica sul quadro di Degas e una dipendente ucraina della National Gallery, Tanya Kolotusha, ha sollevato il problema su Instagram. «Ogni visita in una galleria o in un museo a Londra con mostre sull'arte o sul cinema dell'URSS rivela un'errata interpretazione - deliberata o semplicemente pigra - della regione come una Russia senza fine», ha commentato Olesya Khromeychuk, direttrice dell'Ukrainian Institute di Londra, «Proprio come vorrebbe vederla l'attuale presidente della Federazione Russa».
La scelta della galleria, quindi, è di tipo politico, ma anche e soprattutto culturale: mostra come spesso, anche nell'arte, si rifletta l'ignoranza del mondo occidentale con implicazioni che hanno a che vedere con l'identità stessa di un popolo. «Il titolo di questo dipinto è stato un punto di discussione in corso per molti anni ed è trattato nella letteratura accademica», spiega un portavoce della National Gallery, «tuttavia c'è stata una maggiore attenzione su di esso nell'ultimo mese a causa della situazione attuale, quindi abbiamo ritenuto che fosse un momento appropriato per aggiornare il titolo del dipinto per riflettere meglio il soggetto raffigurato».













