Non possiamo sentirlo o toccarlo, ma a volte riusciamo a intuirlo. Il tempo.
I pianeti
ruotano più velocemente di quanto noi potremmo mai correre, e le stelle, che sembrano immutabili, non rimarranno nel cielo per sempre. Come si può misurare tutto questo?

“Kalpa” il significato

Nella cosmologia induista e buddhista, “kalpa” descrive un ciclo cosmico, chiamato anche “giorno di Brahma”. Si tratta di un lungo periodo di tempo che sta alla base della teoria dell'evoluzione e dell'involuzione dell'universo. Questa teoria si basa su un andamento ciclico, in cui il tempo non è lineare, bensì diviso in cicli più piccoli che si ripetono all'interno di cicli più grandi, durante i quali l’universo cambia continuamente.

Secondo la filosofia induista e il calendario hindu, un kalpa dura 4,32 miliardi di anni, e misura la durata dell’esistenza della Terra (che gli scienziati stimano in 4,54 miliardi di anni). Ma il kalpa è a sua volta diviso in altre ere che si susseguono e ripetono ciclicamente a loro volta.

Come e quando usare la parola “Kalpa”

Insomma, stiamo parlando di universo, pianeti che si muovono, influenze che percepiamo quasi come magiche sulla nostra visione del tempo. Infinito. Ma è davvero così, il tempo è infinito? E kalpa è l’unica parola al mondo che può definirlo? Per rispondere, abbiamo interpellato il nostro astrologo, Stefano Vighi. Ecco che cosa ci ha detto: “L’universo è in continuo movimento: una misteriosa energia muove sempre stelle e i pianeti, nonostante l’uomo continui a chiamare il cielo con il nome di “firmamento”, dal latino firmare, ovvero stabilizzare, rendere stabile. Nulla è stabile: tutto si sposta, si allarga e si avvicina in questo spazio infinito, dove ogni cosa esiste, anche la materia oscura e i buchi neri, la non materia”.

Ciò che non riusciamo a misurare, quantificare, toccare con mano, spesso ci fa paura. Ci sentiamo piccoli e indifesi, inermi, di fronte all’immensità dell’universo. La Terra, dopotutto, con il suo sistema solare, rappresenta un piccolissimo granello di sabbia in un mare di stelle e di pianeti, e questo è tutto ciò che possiamo osservare, o meglio, ammirare con stupore. “La Terra si muove come tutto il resto, e nello spostamento apparente dei pianeti e di quello lentissimo delle stelle, l’uomo ha sempre cercato di trovare risposte, di prevedere fatti e realtà. Perché l’energia di cui siamo fatti è la stessa che compone l’universo”.

Nulla è stabile: tutto si sposta in questo spazio infinito, dove ogni cosa esiste

Noi siamo l’universo. E sì, il tempo è infinito, infinitamente infinito. Ne facciamo parte, e proprio per questo motivo accade che l’incessante moto di stelle e pianeti intorno a noi influenzi la nostra personalità o il nostro umore.

Perché ne abbiamo bisogno

Non dobbiamo immaginare che i pianeti mandino scariche elettriche che, colpendoci, determinano umori, fatti e occasioni” – ci spiega Vighi – “semplicemente ogni corpo celeste rappresenta una certa energia: Venere è l’armonia, Giove la crescita, Mercurio il movimento, e così via. A seconda della sua posizione e della sua forza relativa, possiamo provare a immaginare effetti e conseguenze sul nostro modo di vivere. Se la Luna – astro delle emozioni – sarà forte e in una buona posizione rispetto al mio Sole, allora probabilmente quel momento sarà gentile e generoso in termini di umore e di percezione della realtà”.

Kalpa non è nulla più della semplice, infinita e intangibile magia che ci circonda. E non importa che tu creda o meno all’oroscopo: la bellezza del cielo, e tutto quello che ci sta sopra (o sottosopra) è imprescindibile. Come il tempo.

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