Parliamo sempre di capelli, di lunghezze e styling, ma raramente diamo al cuoio capelluto l'attenzione che merita. Eppure è da lì che tutto ha inizio: se la cute non è in equilibrio, anche i capelli ne risentono. Prurito, radici grasse, desquamazione o piccole infiammazioni sono segnali che tendiamo a ignorare o confondere. In realtà sono molto più comuni di quanto pensiamo e, con i giusti accorgimenti, si possono gestire senza drammi.
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Il cuoio capelluto non è così diverso dalla pelle del viso: va deterso, idratato e osservato con attenzione. Ignorare i suoi segnali non fa che peggiorare la situazione. Imparare a riconoscere i disturbi più comuni e trattarli in modo corretto è il primo passo per avere capelli davvero sani e forti, dalla radice alle punte.
Come trattare i problemi più comuni del cuoio capelluto
Un esempio è l'eccesso di sebo. Quando le radici diventano pesanti e oleose poco dopo il lavaggio, la causa è spesso la sovrapproduzione delle ghiandole sebacee o un accumulo di prodotti e cellule morte. Lo shampoo secco può dare un sollievo immediato, ma per mantenere la cute libera è importante alternare detergenti delicati a uno chiarificante, oppure i seboregolatori, evitando però lavaggi troppo aggressivi che stimolano ancora più sebo.
Cuoio capelluto che prude
Il prurito costante è un altro segnale da non sottovalutare: può dipendere da disidratazione, da shampoo troppo forti o da una reazione allergica a un ingrediente irritante. In questi casi la strategia vincente è tornare alla semplicità, scegliendo formule senza solfati e reintroducendo gradualmente i prodotti per capire quale scatena la reazione.
Cuoio capelluto con la forfora
Poi c'è la forfora, che colpisce in modo democratico e fastidioso, con quelle scagliette bianche che si depositano sulle spalle. Alla base c'è spesso una proliferazione di lieviti, e per tenerla a bada funzionano shampoo con zinco piritione, ketoconazolo o solfuro di selenio. Se però le squame diventano più grandi, più spesse e resistenti, potrebbe trattarsi di psoriasi: una condizione autoimmune che richiede trattamenti più specifici, dai farmaci topici agli steroidi prescritti dal dermatologo.
Cuoio capelluto con dermatite
Molto simile alla forfora, ma diversa per aspetto e trattamento, è la dermatite seborroica, che si manifesta con squame oleose e pruriginose e può comparire anche su sopracciglia ed orecchie. Anche qui i detergenti antifungini sono utili, ma se il problema persiste è necessario ricorrere a lozioni antinfiammatorie o a terapie mirate. Lavare più spesso i capelli può aiutare a ridurre il sebo in eccesso, di cui si nutrono i lieviti responsabili della condizione. Infine, la follicolite. Spesso scambiata per piccoli brufoli, in realtà è un'infiammazione dei follicoli piliferi dovuta a batteri o funghi. Si presenta con puntini arrossati e dolorosi che possono essere trattati con shampoo contenenti acido salicilico o zinco piritione, capaci di unire azione antibatterica ed esfoliante. Nei casi più ostinati, però, può servire la mano del medico e un antibiotico mirato.


















