Se vi siete mai chiesti come starebbe Minnie in un videoclip musicale di 50 Cent la risposta la potete trovare sulle unghie realizzate da Nails by Sara. Se lo stesso amore che avete provato nel 2002 per Let Go di Avril Lavigne, il disco culto per per le ragazze Millenial con "Sk8er Boi" e "Complicated", sentite di averlo sperimentato anche nei confronti delle Barbie, delle Bratz o di Lola Bunny, se non riuscite a smettere di mangiare dolcetti e patatine, mentre alla tele passano i cartoni o se amate New York e la California, il rap e i capi brandizzati, l'arte delle unghie di Sara Paganini è l'universo da conoscere, da fare proprio.
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Il suo, come ci confermerà più avanti nel corso di questa intervista, è uno stile riconoscibile, ma soprattutto davvero inconfondibile. La tecnica, il talento, la precisione, l'arte e la cura che si celano dietro a ogni piccolo dipinto in miniatura, ogni piccola unghia limata, modellata, disegnata, non è qualcosa che ci si può inventare. O ci nasci o non sei nella A List delle nail artist.
Bad bad girl, ma anche dolcissima Sirenetta, i suoi lavori spaziano da reference tipiche della cultura hip hop più ostentativa a veri e propri capolavori di costruzioni fluffy morbide, in rilievo: gelati gustosi, cioccolatini, donuts e torte, Alice nel Paese delle Meraviglie, Sailor Moon, figure mostruose, come It (il pagliaccio assassino), di simboli gangster, dollari e pistole, in poche parole: Labubu e Scarface. Da bambina, come ci racconta, Paganini è sempre stata attratta dal manga e dal kawaii – due aspetti distinti ma spesso intrecciati della cultura pop giapponese contemporanea – ma anche da tutto ciò che è disneyano. L'associazione tra questi mondi e la cultura street da baddie americana (ma anche europea) creano uno stile artistico che rappresenta al millimetro il suo essere e il suo storytelling.
«Personalmente mi sento un po' un cartone animato – mi dice in questo episodio della rubrica di Cosmopolitan Italia dedicata alle artiste di unghie più cool d'Italia – nel modo di vestirmi, nei miei tatuaggi, in ciò che colora la mia giornata. È tutto un melting pot tra Topolino, principesse, fiocchi rosa, dollari, rap e cultura di strada». In effetti, le sue unghie non sono unghie qualunque, ma OG Nail$: (più frequentemente) lunghissime square in acrilico con dettagli 3D rigorosamente fatti a mano, unghie autentiche, rispettate, esperte, perché, con struttura impeccabile, parlano anche un po' il linguaggio da cui vengono.
Paganini, nata a Roma nel 1989, all'età di 8 anni è stata portata in una casa popolare di Tor Bella Monaca: «Sin da bambina avevo la passione per la boxe, combattevo a livello agonistico. Per colpa di un infortunio ho smesso di combattere e all'ospedale, dopo l'operazione, ho preso la meningite. Mi sono salvata per miracolo. Avevo 20 anni, stavo in mezzo alla strada dalla mattina alla sera e spacciavo. Dopo la morte di mio padre la mia vita è cambiata totalmente e sono diventata "Sara Paganini delle unghie"». Quest'arte, come ci confida, le ha dato una seconda possibilità: «La cosa più eccitante del mio lavoro è che è esclusivamente nelle mie mani; mi bastano colori pennelli qualche prodotto e posso farlo ovunque nel mondo. Mi fa sentire libera, felice, indipendente, viva».
Non solo Paganini ora realizza alcune delle unghie più richieste da Italia, ma a Monopoli, in Puglia, città in cui si è trasferita dalla Capitale, sta aprendo "Babe$", beauty salon con Academy dallo stile americano: una cosa unica ancora mia vista qui da noi. Con lei chiacchieriamo per sapere le ultime in fatto di tendenze, preferenze, estetiche e look, indagando la sua storia, il suo processo creativo e le sue emozioni, per dei risultati che, oltre che di arte, ci parlano di una delle cose che preferisco, che mi ossessionano al punto di pensarci in continuazione, della moda e delle bellezza: lo stile personale.
Le nail artist più cool d'Italia: l'intervista a Nails by Sara - Sara Paganini
Come hai capito che volevi essere una nail artist?
«Un po' per caso, inizialmente volevo fare la tattoo artist, ma provando ho capito che non era il lavoro per me: sentivo che c'era qualcos'altro… Una mia amica mi trascinò ad un corso di unghie e li scoprii che potevo unire la mia arte a questo: potevo trasformare le unghie della gente in opere uniche. Delle specie di micro-tatuaggi».
Come poi lo sei diventata? Qual è stato il tuo percorso che ti ha portato a raggiungere i risultati che vediamo oggi?
«Ho sempre amato disegnare fin da piccola. Amavo tutto ciò che era arte e dopo la morte di mio padre, per svagarmi e non pensare, ho cominciato con la micro pittura: ogni sera mi incastravo su queste unghie finte minuscole e disegnavo fino allo sfinimento. Nel frattempo frequentavo molti corsi di ricostruzione perché volevo diventare bravissima; non un'onicotecnica qualunque... Dopo solo un anno avevo già cominciato ad insegnare i miei primi corsi cartoon».
Quali sono state le esperienze che ti hanno segnato di più a livello di nail art?
«Era il 2017 ed erano passati appena tre anni dal mio primo corso di formazione, quando sono stata contattata su Instagram da un salone di Miami. Mi chiedevano se volessi fare una guest da loro perché "avrebbero ospitato nail artist da tutto il mondo". Mi sentii onorata, mi usciva il cuore dal petto. Io, cresciuta in un quartiere malfamato di Roma, nelle case popolare, ero stata chiamata a Miami per fare le unghie tra tante, tantissime ragazze che fanno il mio stesso lavoro. Tra tutte, proprio io! Ovviamente non ci ho pensato due volte e per la prima volta sono volata negli USA, con soli 100 euro in tasca, senza sapere una parola di inglese. Un'altra esperienza fantastica è stata insegnare la mia arte in molte città della spagna, ma anche fare disegni sulle unghie a persone famose come Sfera Ebbasta, Anna Pepe, Lazza».
Hai realizzato le unghie di Sfera Ebbasta e Lazza. Com'è stato? Cosa pensi della manicure maschile?
«Come con Sfera, Lazza mi ha chiesto dei piccoli "tattoo sulle unghie" quando mi ha visto fare quelle della sua ragazza. È stato figo, penso che tutti i ragazzi dovrebbero curare le proprie mani e, perché no, personalizzarle».
Come sono le tue unghie dei sogni, tra tendenze e non?
«Le tendenze del momento non mi interessano particolarmente, sono spesso noiose – marrone, french sottile – o cose che non c'entrano con il mio stile. Io sono una ribelle anche lato unghie, vado sempre contro corrente. La mia nail art preferita in assoluto contiene disegni in rilievo, i cartoon sono la mia specialità».
Come funziona il tuo processo creativo? Da dove prendi ispirazione? Ci sono nail artist di cui ammiri il lavoro?
«Di solito quando arriva una cliente la guardo e capisco subito la vibe. Poi lei mi fa vedere qualche immagine inspo e mi racconta un po' cosa le piace. In quel momento, nella mia testa, comincio a pensare e creare. Poi con colori e pennelli, un paio di gel e una lima, lo faccio diventare un capolavoro. Devin Strebler (@nailz_by_dev) e Silvia Gago (@ toxicvanitynails) sono le mie nail artist preferite».
Qual è l'aspetto tecnico che ti piace di più di realizzare le unghie?
«Costruire un'unghia estrema da zero: limare la struttura, creare una tela perfetta su cui disegnare».
Quale invece quello che ti da maggior soddisfazione dell'essere una nail artist?
«La mia soddisfazione più grande è che riconoscono le unghie che faccio appena le vedono. Spesso le clienti tornano da me e mi dicono: "Sai sono stata in quel posto e mi hanno detto: queste unghie te le ha fatte Sara Paganini". Succede molte volte, mi sembra che voglia dire che mi sono riuscita a distinguere dalla massa».
Cosa ti piace di più della la nail culture?
«Finalmente anche in Italia sempre più persone mostrano la propria personalità attraverso le unghie – questo è bellissimo – grazie anche a noi nail artist che ci siamo distinte e che proponiamo nail art pazze, sperimentando sempre cose nuove».
Unghie corte o lunghe?
«Lunghe».
Clean Mani o charms?
«Charms».
Forma quadrata, a punta o tonda?
«Assolutamente quadrata lunga».
French o monochrome?
«French».
Disegni, lettering o costruzioni in gel?
«Disegni».
Finish opaco, lucido o cromato?
«Opaco».
Inspo delle clienti o freestyle?
«Parto dall'inspo, ma poi faccio io».
Mi piace ricercare e sperimentare, lo faccio da sempre attraverso il beauty, ma soprattutto la scrittura. Di solito per descrivermi lascio parlare la mia carta astrale: sole in Capricorno, luna e ascendente in Aquario. Tre cose su di me: sono cresciuta innamorandomi della letteratura, ma sogno ancora di fare l’attrice e ogni tanto dico in giro di esserlo. Persona preferita: Audre Lorde.
















