Sono anni che Filippo Bisciglia a Temptation Island veste i panni del giudice imparziale, che ascolta le versioni dei fidanzati al falò di confronto limitandosi a fare da tramite per i video dai rispettivi villaggi dei single. Con l'edizione 2026 della trasmissione qualcosa è cambiato, e ce ne siamo accorti in molti.



Stavolta abbiamo visto un Filippo più attivo, partecipe e se necessario di parte quando ha sentito il bisogno di dire la sua. Non tutti hanno apprezzato questo suo nuovo modo di porsi rispetto al passato, anche se probabilmente era proprio quel guizzo creativo di cui il format aveva bisogno.

È giusto che Filippo Bisciglia dica la sua a Temptation Island?

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I numeri parlano chiaro: nonostante questo evidente cambiamento nell'approccio del conduttore, il pubblico continua ad essere super affezionato alla trasmissione, che anche alla penultima puntata ha registrato uno straordinario 34,1% di share.

Una parte degli spettatori, in realtà, hanno storto il naso davanti ad alcune delle immagini andate in onda: il pomo della discordia in questo caso è stato il concitato falò di confronto tra Cristian e Soraya, dove il conduttore - se ci atteniamo ai commenti social - avrebbe smesso i panni del distaccato mediatore per vestire quelli del "tifoso", schierandosi apertamente dalla parte della ragazza. Se Soraya ha potuto liberamente rivangare il passato e rinfacciare le mancanze economiche del compagno - compreso l'ormai viralissimo episodio della maschera di Spiderman! - , a Cristian è stato tagliato ogni margine di replica quando ha provato a difendersi sullo stesso terreno, redarguito da Filippo con un repentino invito a cambiare argomento. Un corto circuito che ha trasformato il falò in un "due contro uno", facendo sentire Cristian isolato e legittimando Soraya a rincarare la dose.

E non è stata nemmeno l'unica volta in cui Bisciglia si è sbilanciato (troppo?) verso una delle due parti in gioco: pensiamo per esempio a quando il presentatore ha palesemente guidato il racconto, spingendo Iris verso il perdono per Andrea.

Nonostante tutto, non è detto che questa modalità di conduzione sia di per sé un male, anzi, e potrebbe tra l'altro avere a che fare con il lato più umano del volto tv. Dietro questa sua svolta così viscerale, emotiva e a tratti "agguerrita" potrebbe nascondersi la dolorosa rottura con Pamela Camassa, arrivata dopo 18 anni d'amore: la sua inedita condizione da single pare abbia abbattuto quella corazza di ghiaccio degli esordi, rendendolo molto più permeabile, empatico e propenso a intervenire per correggere frasi possessive o difendere chi appare più vulnerabile. E in una trasmissione spesso dominata da un certo grado di mascolinità tossica ci sembra una vera boccata d'ossigeno.

Il doppio standard con Maria De Filippi

La produzione non sembra aver apprezzato molto questo innovativo approccio di Filippo Bisciglia alla conduzione. L'autrice del programma, nonché storico braccio destro di Maria De Filippi Raffaella Mennoia, ha sottolineato a proposito che preferirebbe se lui si limitasse «a raccontare la realtà».

Ma a questo punto una domanda è d'obbligo: per quale motivo a Maria De Filippi perdoniamo un certo grado di soggettività, mentre a Filippo Bisciglia no? A C’è posta per te o a Uomini e Donne, l'intervento di "Queen Mary" non è mai percepito come un'invasione di campo, ma come il vero valore aggiunto della trasmissione. La differenza sta tutta nella misura e nella natura del ruolo: Maria ha costruito negli anni un'autorevolezza quasi materna, lavorando al fianco dei protagonisti con una neutralità empatica pensata per farli avvicinare, mai per schiacciarli.

Il suo collega sta chiaramente cercando di compiere lo stesso salto di qualità. Non c'è nulla di male nel fatto che Filippo Bisciglia voglia mettere il cuore in ciò che fa o che aspiri a uno stile più incisivo "alla Maria". Ma per diventare quella guida infallibile che tutti ascoltano con rispetto, serve ritrovare la misura giusta: meno tifo di pancia, più ascolto bilanciato. Forse è proprio questo il segreto per portare a destinazione il viaggio nei sentimenti, senza intoppi o naufragi.