Il Festival di Sanremo 2027 si avvicina e la prima edizione firmata da Stefano De Martino si preannuncia come una vera e propria rivoluzione. Tra le novità che stanno facendo più discutere gli appassionati e gli addetti ai lavori c’è la presunta decisione di cancellare la categoria delle Nuove Proposte. Una scelta coraggiosa che ridisegnerebbe - ancora una volta e se confermata - la struttura del festival più amato d'Italia e che divide il pubblico tra favorevoli e contrari.

Aggiungi Cosmopolitan alle tue fonti su Google



I rumors sul "nuovo" meccanismo e il presunto addio (di nuovo) alle Nuove Proposte

La notizia, lanciata da Giuseppe Candela su Dagospia, potrebbe segnare una ennesima svolta per il regolamento della kermesse di febbraio. La sezione delle Nuove Proposte, reintrodotta da Carlo Conti per dare uno spazio autonomo ai giovani talenti, dovrebbe essere ufficialmente archiviata.

Al suo posto ritornerebbe una formula già sperimentata con successo da Claudio Baglioni e Amadeus: il vincitore di Sanremo Giovani verrebbe proclamato il prossimo 18 dicembre e sarebbe inserito direttamente nella gara dei Big, diventando a tutti gli effetti il 24esimo artista in gara a Sanremo 2027.

Anche la selezione dei giovani talenti dovrebbe cambiare pelle. Non ci dovrebbe essere più un programma parallelo su Rai 2 (come accaduto negli ultimi due anni), ma la sfida per conquistare l'unico pass disponibile per l'Ariston andrebbe in onda direttamente nell'access prime time di Rai 1.

Inoltre, in una fase pre-finale, cadrebbe qualsiasi distinzione tra i ragazzi che arrivano da Sanremo Giovani e quelli di Area Sanremo, unificando le due selezioni in un'unica gara. Questa novità - se confermata da De Martino - ridurrebbe anche il numero totale dei Big, fissando il tetto a 24 artisti che canteranno tutte le sere, inclusa la nuova serata speciale dedicata alle esibizioni per l'Eurovision.

Una mossa vincente per il mercato o un'occasione persa per gli emergenti?

Da un lato, questa novità avrebbe il grande pregio di snellire la kermesse, evitando la dispersione di ascolti e le infinite lungaggini delle passate edizioni. Inserire il vincitore dei giovani direttamente tra i Big, facendolo gareggiare alla pari con i nomi più importanti della musica italiana, offrirebbe al singolo artista un'esposizione mediatica e una visibilità senza precedenti.

Non si tratterebbe più di una gara a parte, ma di una sfida reale sul palco principale, con le stesse possibilità di promozione e di rotazione radiofonica dei campioni già affermati. Un modello che in passato ha regalato alla musica italiana talenti straordinari e che potrebbe valorizzare al massimo la proposta musicale del vincitore. Basti pensare a Mahmood che nel 2019 ha vinto con "Soldi" proprio fresco della vittoria di Sanremo Giovani.

Dall'altro lato, però, questa scelta comportebbe una forte riduzione degli spazi per gli artisti emergenti. Se prima la sezione delle Nuove Proposte permetteva a diversi giovani di farsi conoscere sul palco dell'Ariston, in questo modo solo uno di loro avrà l'opportunità di calcare quella scena così prestigiosa.

Per tutti gli altri, la corsa finirebbe a dicembre, spegnendo sul nascere i sogni di molti ragazzi che vedono in Sanremo la vetrina ideale per farsi notare dal grande pubblico. Il rischio reale è quello di trasformare il Festival in un club sempre più esclusivo e incentrato sui Big da classifica, riducendo l'Ariston a un evento per pochi eletti e togliendo spazio alla sana sperimentazione e alla ricerca di nuove voci fuori dal coro.