Per anni The Handmaid's Tale ci ha raccontato Gilead attraverso la sopravvivenza, la paura e la resistenza individuale. The Testaments, invece, sembra voler partire da un'altra domanda: cosa succede quando, anche nel luogo più oppressivo possibile, le ragazze riescono ancora a costruire un legame tra loro? Lo spin-off tratto dal romanzo di Margaret Atwood conserva tutta la violenza del regime, ma sceglie di mettere al centro una storia di amicizia femminile. Ed è proprio questo cambio di prospettiva, secondo la protagonista Chase Infiniti, a renderlo diverso da tutto ciò che abbiamo visto finora.
Ambientata anni dopo gli eventi del capitolo precedente, la serie Disney+ segue una nuova generazione di giovani donne sottomesse a Gilead con Agnes (Chase Infiniti), la figlia di June, in prima linea. Mentre il regime continua a opprimere donne e ragazze con il pretesto di contrastare il calo delle nascite, lo spin-off adotta un tono decisamente meno cupo rispetto alla serie madre, mettendo al centro della trama il legame e l'amicizia tra adolescenti.
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Si è trattato di una scelta del tutto intenzionale, come ha confessato proprio Infiniti a Variety: «Ciò che ho amato follemente dei primi due episodi è stato l'affetto profondo che lega Agnes alle sue amiche e quanto quel gruppo sia unito e complice».
Per poi aggiungere: «Volevamo dimostrare che non importa dove o come tu sia cresciuta. L'amicizia è un sentimento universale, capace di resistere a qualsiasi cultura o imposizione», ha continuato l'attrice, sottolineando quanto il cast fosse consapevole della potenza di questo messaggio.
A differenza di June, Agnes e le sue amiche crescono in una sorta di bolla all'interno di Gilead, frequentando una scuola per future mogli d'élite sotto lo sguardo vigile di zia Lydia. Però non lasciatevi ingannare: anche se stiamo parlando delle figlie dei comandanti più influenti, la loro realtà resta desolante.
«Si percepisce chiaramente quella patina di finta bellezza che hanno cucito addosso al mondo di queste ragazze per renderlo più accettabile ai loro occhi», fa notare Infiniti. «La verità è che le cose restano oscure e terrificanti allo stesso modo. Hanno solo confezionato l'orrore con un bel fiocco rosa per farlo sembrare più splendido».
Se The Handmaid's Tale raccontava la sopravvivenza individuale, The Testaments sembra voler raccontare il potere rivoluzionario di ciò che nasce quando le ragazze smettono di essere sole.













