Da qualche giorno gli abbonati a Prime Video hanno a disposizione in catalogo un nuovo titolo tutto italiano, prodotto da Stand By Me in collaborazione con la stessa piattaforma targata Amazon: stiamo parlando di Roast in Peace.
Dimenticate le dinamiche di improvvisazione di LOL: Chi ride è fuori, perché questo format immerge il pubblico in un’atmosfera macabra e ironica: l'elogio funebre satirico. L'idea è intrigante: un gruppo di comici si alterna al leggio per "celebrare" la morte, ovviamente finta, di un ospite famoso, il quale ascolta il suo stesso "funerale" seduto, impassibile (anche se solo sulla teoria), al suo fianco.
GUARDA GRATUITAMENTE LA SERIE SU PRIME VIDEO CON UN MESE DI PROVA
- The Fifty, misterioso reality di Prime Video
- Prime Video non ha rinnovato Motorheads
- Cosa sappiamo di Costiera su Prime Video
Roast in Peace fa ridere davvero?
Uno "spietato funerale" sta per essere celebrato. Anzi quattro. Michela Giraud è l'officiante d'eccezione che guida i riti in cui Selvaggia Lucarelli, Roberto Saviano, Elettra Lamborghini e Francesco Totti vengono "omaggiati". A occuparsi di questa cerimonia satirica sono Maria Di Biase, Corrado Nuzzo, Eleazaro Rossi, Beatrice Arnera, Edoardo Ferrario e Stefano Rapone.
Le premesse sono chiare: un atto d’amore comico, una celebrazione irriverente della vita e della carriera del "defunto", con lo scopo di pungerlo con affetto. Dopo la visione dei sei episodi della prima stagione, l’impressione è quella di un prodotto dalle grandi potenzialità strutturali, ma dall'impatto comico fin troppo "controllato".
Ovviamente a differenza dell'anarchia e dell'imprevedibilità di un LOL, in cui la risata nasce dall'improvvisazione, Roast in Peace si basa interamente su testi scritti e provati. A volte il ritmo diventa troppo pesante, anche se le parentesi musicali della Arnera risollevano - inevitabilmente - l'attenzione dei telespettatori.
Il vero cuore sta nella dinamica tra chi "rosta" e chi viene "rostato". E qui ci prendiamo una breve parentesi in stile Superquark per spiegarvi che il termine inglese "roast" descrive una tradizione consolidata del costume statunitense. Questo rito è una cerimonia amichevole e scherzosa durante la quale una figura viene pubblicamente messa alla berlina in un contesto conviviale. Essere scelti per un roast è considerato un grande onore. Significa, infatti, che la persona ha una grande considerazione da parte di amici, ammiratori e colleghi, i quali si riuniscono per celebrare l'ospite d'onore.
Tornando al programma targato Prime Video, l'ospite, il "defunto", dovrebbe essere quindi il bersaglio di una valanga di critiche pungenti, un atto di umiliazione comica accettata di buon grado. Eppure, anche qui, lo show sembra tirare il freno a mano.
Quello che emerge chiaramente è che alcuni dei protagonisti non sembrano pienamente pronti a reggere il peso della satira. Primo tra tutti - non ce ne vogliano i romanisti - Francesco Totti. La sua faccia all'ennesima battuta sui "famosi" rolex e su Ilary è più eloquente di qualsiasi commento. L'impressione è che, al di là dell'autoironia di facciata, vi sia una certa "rosiconeria" di fondo, una difficoltà a incassare le critiche.
E proprio a causa di questa "sensibilità" degli ospiti, a volte i comici in piedi appaiono non abbastanza pungenti. Nonostante i suoi difetti, è innegabile che Roast in Peace diverta.
Chi ha vinto Roast in Peace? Ecco la classifica finale [SPOILER]
A vincere è la prima edizione di Roast in Peace è Stefano Rapone con 34 punti, seguito da Nuzzo e Di Biase con 26 punti, Edoardo Ferrario con 20 punti, Eleazaro Rossi con 12 punti e Beatrice Arnera fanalino di coda con soli 8 punti.
Ricordiamo che la classifica provvisoria era ben diversa, ma ogni vip ha poi votato il comico a cui togliere 10 punti. Nello specifico, Francesco Totti e Elettra Lamborghini hanno votato per Beatrice Arnera, mentre Roberto Saviano e Selvaggia Lucarelli hanno scelto Eleazaro Rossi, e Michela Giraud ha votato Edoardo Ferrario.
Diamo per scontato possa esserci una seconda stagione. E proprio questa eventuale riconferma dovrà essere l'occasione per un cambio di rotta. Se gli autori decideranno di osare di più, selezionando ospiti con una maggiore autoironia e lasciando ai comici maggiore licenza di essere "cattivi", il programma potrà finalmente trovare la sua vera voce.














