Più che un viaggio nei sentimenti quello di quest'anno a Temptation Island 2026 ci sembra un giro sulle montagne russe, e onestamente non abbiamo di che lamentarci, almeno c'è un po' di pepe. Ci riferiamo, neanche a dirlo, al drama che riguarda Sara Palumbieri e Gabriele Govoni, protagonisti di uno scandalo scoppiato già a pochissime ore dalla messa in onda dalla prima puntata. Ma a che punto siamo? Con l'arrivo del secondo appuntamento in arrivo sono emersi nuovi sviluppi, comprese alcune dichiarazioni da parte delle persone più vicine alla coppia.



La verità sul caso Gabriele e Sara di Temptation Island 2026: la cognata della ragazza rompe il silenzio

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Per capire quello che sta accadendo è necessario fare un piccolo passo indietro, ripescando una segnalazione anonima arrivata all'insider Lorenzo Pugnaloni (ve ne abbiamo parlato qui su Cosmo). Una ragazza ha raccontato di aver incrociato Sara ad Amsterdam a gennaio 2025, in un coffee shop dove la protagonista del reality lavorava. Secondo questa versione, Sara avrebbe avuto un atteggiamento decisamente inappropriato con il ragazzo dell'utente in questione, e molto sospetto per una persona fidanzata da quasi sette anni.

A stretto giro, però, è arrivata la smentita. Carola Govoni, cognata di Sara, è scesa in campo per smontare il rumor, promettendo di condividere via social una foto di gruppo che dimostra come anche Gabriele fosse ad Amsterdam in quel preciso momento. «Conosco la loro storia da anni, sono una coppia normalissima che ha vissuto alti e bassi», ha spiegato, accendendo un riflettore importante sul peso del cyberbullismo e sulla salute mentale dei due ragazzi, messi a dura prova da questa improvvisa s***storm.

La vicenda finisce in mano ai legali della coppia

Rispetto poi al tanto chiacchierato video intimo, Carola ha spiegato che il contenuto era stato girato quando i due erano ancora molto giovani, senza l'intento di diventare di dominio pubblico. La condivisione della clip sarebbe quindi avvenuta senza l'esplicito consenso dei due diretti interessati, che si starebbero già muovendo con i rispettivi avvocati per farsi giustizia e limitare ulteriori danni legati alla sua diffusione incontrollata. Citando Gabriele, lasciateci dire «Follia!».