Matilda De Angelis è uscita dalla cerimonia per la consegna dei Nastri d’Argento 2025 da vincitrice. Di un premio, quello alla migliore attrice non protagonista, che è stato attribuito anche un’altra interprete del film Fuori, con la regia di Mario Martone, ovvero Elodie. E De Angelis, nonostante il trionfo, non ha esitato a esprimere in un’intervista a Il fatto quotidiano il proprio parere rispetto alla “condivisione” del premio. Ci sono, a questo punto, un po’ di carte in tavola per chiederci cosa pensiamo noi, come pubblico, dei premi ex aequo, ovvero come percepiamo il loro valore.
- Cosa non sappiamo dell’attrice Matilda De Angelis
- Il taglio a caschetto di Matilda De Angelis
- Matilda De Angelis ha svelato la versione più cool del blazer
Il “Nastro d’Argento” che unisce Matilda De Angelis ed Elodie, come lo percepiamo?
Uguale merito per entrambe, o premio che sentiamo “a metà” per ciascuna di loro? Indipendentemente da quale sia la percezione personale che ognuno di noi ha rispetto ai premi ex aequo, le dichiarazioni di Matilda De Angelis di certo forniscono materiale che permette di aprire una riflessione. L’attrice nell’intervista rilasciata a Il fatto quotidiano ha posto l’accento su temi come «singolarità», «personalità», «impegno», «unicità», «particolarità». Senz’altro tutti argomenti facilmente applicabili al campo delle arti, un po’ meno a quello dello sport, dove i risultati ex aequo non sono grossissima rarità.
Se sull’impegno anche qui non si discute, il terreno della personalità diventa più scivoloso visto che, a decretare l’esito di una competizione, è la performance. Ha fatto storia a questo proposito il caso di Gianmarco Tamberi e Mutaz Essa Barshim che, registrata la medesima misura durante la finale della gara di salto in alto maschile delle Olimpiadi di Tokyo 2020, disputate nel 2021, hanno deciso di rinunciare allo spareggio e di salire insieme sul gradino più alto del podio.
Le differenze con il mondo nel cinema stanno nell’interpretazione, nella possibilità di caratterizzare in uno o in un altro modo un personaggio, sulla capacità degli interpreti di modellare al meglio su di sé quanto scritto nel copione. “Animare” è compito dell'attore nelle espressioni, nella voce, nei gesti. Soggettivo il lavoro, soggettivo il giudizio di chi lo guarda e così probabilmente, agli occhi di alcuni, “esclusivo” dovrebbe essere il premio, da custodire come ricordo unico di un’esperienza unica. Comunque la si pensi, dicevamo, il pensiero di Matilda De Angelis sta facendo il giro del web, e alla stessa sorte sta andando incontro la risposta di Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, la quale sull’affermazione di De Angelis che trova «irrispettoso» il fatto di vincere un premio insieme a un’altra persona, ha dichiarato a la Repubblica: «Penso che ciascuno possa esprimere le proprie opinioni. Mi suona un po’ strano che sia arrivata alla serata del premio, magari già irritata per la candidatura condivisa. Una candidatura è sempre un omaggio, non è mai una cosa dimezzata».











