C’è un momento, nelle notti d’estate, in cui cresce l’attesa per qualcosa che ancora non conosciamo davvero. Proprio per le promesse che porta con sé, l’estate può diventare il tempo delle nuove possibilità, delle scelte meno prevedibili; un momento in cui lasciare le certezze e aprirsi a ciò che ancora non sappiamo. È più o meno così che descrive il flirt lo psicologo britannico Adam Phillips nel suo saggio On Flirtation del 1994; è allo stesso modo che ci ricordiamo la prima volta in cui, al mare, abbiamo fatto il bagno nudi a mezzanotte. In inglese si dice skinny dipping e, generalmente, non è un’attività sessuale e sessualizzata, ma un rituale di passaggio, un segnalibro della giovinezza, un’esperienza condivisa di autentica libertà. Non sempre ci ricordiamo che questi momenti affondano le loro radici più profonde nelle pratiche di naturismo.
Con il termine «naturismo» si intende un movimento che promuove il rispetto verso gli esseri viventi attraverso un contatto meno artificioso con l’ambiente, che può esprimersi anche in stato di nudità (il nudismo invece è più propriamente la semplice pratica della nudità). Una persona naturista cerca di mantenere uno stile di vita sano, si alimenta con cibi genuini, sostenibili, pratica attività all’aria aperta, ha consapevolezza del benessere che la nudità può donare: non la considera degradante o offensiva, né per sé né per gli altri, ma estranea ad atti esibizionistici o trasgressivi. Per molti lontani dal movimento, tuttavia, lo stesso è spesso accompagnato da preconcetti: si pensa che sia un’attività praticata da chi ha perversioni, specialmente da una certa età in su.
Oltre a non essere così, il naturismo potrebbe offrire soluzioni ai molti problemi che pesano sulla società. Laura Giacovazzi, titolare di Borgo Corniola - B&B Naturista & Spa, rifugio naturista immerso nelle colline toscane, dove regna il rispetto per la natura, per il corpo e per la libertà individuale, afferma: «Stare nudi al sole è una vera e propria pratica terapeutica. Si parla di elioterapia o terapia del sole, per gli effetti benefici sulla salute fisica e mentale: produzione di vitamina D, rafforzamento del sistema immunitario, benessere psico-fisico». Naturalmente, prima di esporsi al sole, è necessario prendere le giuste misure di idratazione e fotoprotezione (SPF) come ricordano sempre i dermatologi.
Per la Gen Z, inoltre, il naturismo potrebbe rappresentare una cura contro l’odio cronico e collettivo per la propria immagine corporea. «Chi si spoglia non teme il giudizio, innanzitutto il proprio», continua Giacovazzi, «piacersi e stare comodi nel proprio corpo, al di là dei modelli estetici, delle forme imperfette, dei segni del tempo è una grande conquista». Un approccio che può essere considerato terapeutico in una società che trasforma le insicurezze in solitudine. Riconoscendo e rappresentando tutti i corpi, indipendentemente da cicatrici o body shape non conformi, il naturismo ne valida le esistenze: «Non importa chi sei e chi ami, come sei e cosa fai: spogliandoci, ci accettiamo nelle nostre differenze», conclude l’esperta.
Sappiamo bene che nei mesi estivi molti di noi manifestano disagi psicologici all’idea di spogliarsi dei propri abiti, specialmente in spiaggia o in piscina. L’immagine corporea gioca un ruolo fondamentale nella nostra salute mentale e l’insoddisfazione che la riguarda è a volte collegata a una peggiore qualità della vita (anche a comportamenti alimentari scorretti). Il naturismo può quindi essere associato a una self-image più positiva, a maggiore autostima e soddisfazione: «L’esposizione a corpi non conformi potrebbe contribuire ad accettare maggiormente la propria immagine corporea, senza ricadere negli stereotipi di bellezza che la cultura promuove», sostiene Anna Maffei, psicologa psicoterapeuta psicoanalitica, «questo potrebbe migliorare la propria autostima per via del confronto con altri corpi, non perfetti come il proprio e abbassare l’idealizzazione del corpo canonicamente bello scoprendo altri tipi di corpi».
Oltre che occasione di wellness (a Borgo Corniola raddoppia dalla possibilità di attività saunistiche), l’estate diventa così un momento politico, in cui riappropriarsi del rapporto con il proprio corpo, riconciliandosi con lui. Da fonte di ansia e preoccupazione, un approccio consapevole e desessualizzato alla nudità potrebbe essere il segreto per recuperare una dimensione essenziale e armoniosa: «Il mostrarsi reciprocamente ci mette sullo stesso piano e oltre i vestiti fa cadere le maschere e le sovrastrutture sociali. Lo spogliarsi fisico e metaforico ispira a una relazione e un incontro con l’altro più autentico», aggiunge Giacovazzi.
«Ho bisogno di toccare l’erba», recitano alcuni meme diffusi fra i giovani: in risposta, il naturismo si presenta come una strategia per disconnettersi e sfuggire alle oppressioni dell’era digitale moderna, per cercare in fondo solo di stare bene e essere liberi. Come durante quel primo tuffo in mare, di notte e senza bikini.
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Mi piace ricercare e sperimentare, lo faccio da sempre attraverso il beauty, ma soprattutto la scrittura. Di solito per descrivermi lascio parlare la mia carta astrale: sole in Capricorno, luna e ascendente in Aquario. Tre cose su di me: sono cresciuta innamorandomi della letteratura, ma sogno ancora di fare l’attrice e ogni tanto dico in giro di esserlo. Persona preferita: Audre Lorde.




















