"I capelli hanno memoria", "ogni tanto bisogna cambiare shampoo", "dopo un po' smette di funzionare": lo abbiamo sentito dire tutti almeno una volta. Ma cosa c'è di vero? Lo abbiamo chiesto alla cosmetologa e tricologa Beatrice Marini (@bealacosmetologa). Ci sono consigli beauty che si tramandano da una generazione all'altra fino a trasformarsi in apparenti certezze anche sui social. Uno dei più diffusi riguarda lo shampoo. Quante volte ci siamo sentiti dire che, dopo qualche mese, è meglio cambiarlo perché "i capelli si abituano"? Un'affermazione così radicata da sembrare quasi una regola dell' haircare. Ma è davvero così?
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Dove nasce il mito dello shampoo che "non funziona più"?
La sensazione è comune: all'inizio lo shampoo sembra perfetto. I capelli sono morbidi, leggeri e puliti più a lungo, poi, con il passare delle settimane qualcosa cambia. La piega dura meno, la cute appare più grassa o le lunghezze sembrano più secche. Da qui nasce l'idea che il prodotto abbia perso efficacia, ma la spiegazione è un'altra.
I capelli si abituano davvero allo shampoo?
Secondo Beatrice Marini nota sui social come @bealacosmetologa, cosmetologa e tricologa, la risposta è semplice: no. "Né i capelli né il cuoio capelluto si abituano allo shampoo. Il fusto del capello è una fibra biologicamente non viva e non può sviluppare assuefazione o resistenza a un prodotto cosmetico. Anche il cuoio capelluto non diventa progressivamente meno sensibile all'azione dello shampoo: è un prodotto a risciacquo che agisce in superficie, rimuovendo sebo, sudore, impurità e residui, senza modificare i meccanismi biologici della cute o creare una forma di tolleranza come farebbe un farmaco." In altre parole, non è lo shampoo a smettere di funzionare.
Perché abbiamo la sensazione che lo shampoo non funzioni più?
Se il prodotto è sempre lo stesso, cosa cambia? Secondo l'esperta, cambiano le esigenze dei capelli e del cuoio capelluto. "Quando uno shampoo sembra non funzionare più come prima, generalmente non è cambiato il prodotto, ma sono cambiate le condizioni del cuoio capelluto o dei capelli. Stagione, cambio di città, frequenza dei lavaggi, produzione di sebo, sudorazione, trattamenti chimici, styling o accumulo di prodotti possono modificare il risultato percepito." Anche fattori che spesso sottovalutiamo, come gli sbalzi ormonali, possono fare la differenza. "Durante le diverse fasi del ciclo mestruale, ad esempio, il cuoio capelluto può diventare più grasso o, al contrario, più secco."
Quando è davvero il momento di cambiare shampoo
Non dobbiamo usare lo stesso shampoo per sempre. Semplicemente, il motivo del cambiamento non è l'abitudine dei capelli, ma l'evoluzione delle loro necessità. "È il momento di cambiare shampoo o routine quando il prodotto non è più adatto alle esigenze attuali: per esempio se il cuoio capelluto diventa più grasso, più secco, più sensibile oppure compaiono prurito o desquamazione. Lo stesso vale quando le lunghezze risultano più secche, danneggiate o appesantite. Non perché i capelli si siano abituati, ma perché è cambiata la loro condizione."
Quello dei capelli che "hanno memoria" è uno dei falsi miti più longevi dell'haircare. La verità è che i capelli non si abituano allo shampoo. Sono invece il cuoio capelluto, la stagione, gli ormoni, lo styling e le nostre abitudini a cambiare continuamente, modificando le esigenze della chioma. Più che sostituire lo shampoo per principio, è quindi più utile imparare ad ascoltare i segnali che ci mandano cute e capelli, scegliendo di volta in volta la routine più adatta.
I prodotti da scegliere in base alle esigenze dei capelli
È importante scegliere formule specifiche a seconda delle necessità: uno shampoo purificante per la cute grassa, uno lenitivo per quella sensibile, un trattamento dedicato ai capelli colorati o uno scrub per riequilibrare il cuoio capelluto, senza dimenticare una maschera nutriente per mantenere le lunghezze morbide e protette.




















