Avete mai vissuto un attacco di panico? Per chi ci è passato sa che non è affatto piacevole: si percepisce un grosso peso sul cuore, il respiro diventa affannoso, la sudorazione aumenta, così come il battito cardiaco. Di norma non si tratta di un problema grave, per fortuna, ma è comunque poco piacevole. Questi momenti di fortissima tensione fisica sono estremamente comuni, e non c'è nulla di cui vergognarsi. Ed è anche per questo che è molto positivo che un artista come Lorenzo Salvetti, vincitore di Amici 24, ne abbia parlato con così tanta trasparenza!
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Gli attacchi di panico, un problema comune: il racconto di Lorenzo Salvetti
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Chiacchierando con All Music Italia, Lorenzo ha parlato sinceramente di un momento di fragilità personale vissuta durante il serale, dal quale è uscito trionfatore prendendosi così la rivincita su X Factor.
Lo speaker Alvise Salerno ha esordito chiedendo al giovane cantante: «Ho pensato che ti vorrei chiedere se ci spiegassi un attimo come l'hai vissuta tu tutta la fase di crescita all'interno del programma. Poi, magari, se vuoi ci soffermiamo anche su quel piccolissimo episodio che tanto piccolo poi alla fine non è stato, però è stato superato e quindi bene così».
«Ci ho riflettuto molto su questa cosa», ha risposto il cantante, «ho pensato che comunque è un percorso che affronta una vera e propria ricostruzione. Sono entrato con delle consapevolezze però, per esempio anche a livello vocale, mi sento cresciuto tanto perché avevo delle lacune che sono state migliorate. Insomma, ci sono delle fasi di ricostruzione e di costruzione».
Il cantante ha poi voluto fare una panoramica sul proprio carattere e sulla gestione della sensibilità: «Io poi sono una persona molto timida, a volte introversa, a volte estroversa. Nella parte artistica sono più estroverso, invece nella vita tendo a essere un po' più timidino. Poi, quando prendo confidenza, mi sblocco. Però all'inizio cerco sempre di stare nel mio. Diciamo che sono una persona che si lascia travolgere dalle emozioni e le amplifica tanto; questo secondo me è il problema: tutte le emozioni, che siano positive o negative, io le amplifico tantissimo ed è una cosa che sto cercando pian piano di migliorare, perché se vado avanti così è un disastro».
A quel punto, Salerno lo ha rassicurato, ricordandogli la sua giovane età e le tappe future: «Anche perché nel mondo della musica di emozioni così ne avrai chissà quante ancora. Hai 18 anni, quindi hai tutto il tempo per vivere sia quelle belle che quelle meno belle».
«Ce ne saranno tante», ha precisato l'artista, riallacciandosi poi direttamente al momento di forte crisi vissuto davanti alle telecamere, «quindi sto cercando piano piano di vivere alcune cose con più serenità. Quella puntata lì è stata un accumulo di tante cose. Io mi ricordo che avevo perso il guanto di sfida e ci rimango male, di solito. Cercavo di stare molto concentrato sulla musica, sul cantare, sullo stare sereno senza pensare magari alla gara o al giudizio degli altri, e invece in quel momento ho accusato proprio il colpo».
«Finito di cantare», ha confessato infine Lorenzo Salvetti rievocando il crollo emotivo, «avevo un magone incredibile. Mi sono seduto cercando di trattenere tutto, dopodiché ho detto basta, non ce la faccio, e sono proprio crollato».
Come affrontare gli attacchi di panico?
Ovviamente, per un parere medico è prima di tutto necessario affidarsi ad un professionista ed è fondamentale evitare qualunque soluzione fai da te che potrebbe rischiare di fare soltanto peggio.
L'Istituto Superiore di Sanità consiglia di affidarsi ad un percorso terapeutico basato principalmente sulla psicoterapia e sul supporto farmacologico, che puntano a diradare gli attacchi e ad attenuare l'intensità dei sintomi.
Per ritrovare il proprio benessere, la tempestività è tutto: chiedere aiuto al medico ai primi segnali rende le cure decisamente più efficaci. Se trascurato, infatti, il disturbo può diventare fortemente invalidante, spingendo all'isolamento sociale e aprendo la strada ad altre problematiche della sfera mentale, come l'agorafobia o fobie specifiche.
Ricordatevi che non siete soli/e: si tratta di una condizione molto comune, che nel mondo interessa circa il 3% della popolazione.










