Quanto rumore può fare una risata? Poco, penso mentre scrollo Instagram a tarda notte. Le notizie si susseguono, quelle positive scarseggiano. Poi, post dopo post, qualcosa cambia. Capito sul profilo di Ashley Park, la Mindy Chen di Emily in Paris. Guardo e riguardo le sue storie e capisco che c’è qualcosa di profondamente naturale, e diverso dalla solita narrazione social, che mi attrae. Ashley Park non incarna la diva irraggiungibile. Si diverte, ride, canta, posa con verità, e non con costruzione. Ogni storia sembra trasformarsi in un piccolo caos glamour fatto di leggerezza, spontaneità e spensieratezza.
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La "positve wave" di Ashley Park
Da Emily in Paris in poi, l’attrice americana è diventata qualcosa di più di un volto Netflix: una vera comfort icon da social feed. E il motivo non è solo il talento, o i look perfetti, o il fatto che abbia una delle energie più teatrali e scintillanti del cast. È il modo in cui occupa anche internet. Sui social Ashley Park sembra vivere dentro una continua “positive wave”: esuberante, chic, divertita, sempre in movimento. Nei reel ride, canta, abbraccia mezzo cast, improvvisa balletti, compare con outfit impossibili e facce buffe senza perdere un grammo di fascino. Da Santorini a Mykonos, dagli spot e da location invidiabili della Grecia lei sa di vivere il sogno di tante. È naturale, ride, posta storie durante una serata di feste, sale su un arredamento a forma di cavallo e il giorno dopo chiede divertita alla sua amica: “Perché non mi hai fermata?”.
L'amica con cui vorresti andare in vacanza
È l’estetica della cool girl perché la celebrity ideale non è quella perfetta, ma forse più quella emotivamente accessibile. Quella che sembra una persona con cui vorresti bere un cocktail in vacanza in Grecia, appunto. Un modo di essere e presentarsi che assomiglia molto alla sua Mindy di Emily in Paris, eppure, lei racconta, essere così da sempre: «Sono sempre stata così fin da piccola. Ero una bambina irrequieta, mi piaceva ballare, cantare, stare con le persone. Una casinista. Dai video dei miei genitori si vede questa peste che parla con tutti, che non vuole andare mai a letto». Un’autenticità pura che non deve più essere fraintesa. Vivacità e una personalità giocosa, mai superficiale.
La diagnosi di cancro a 15 anni
Platone diceva di essere gentile con il prossimo “perché ogni persona sta affrontando una battaglia di cui non sai nulla”, e infatti dietro quella risata rumorosa, viva, c’è una donna e la sua storia, raccontata qualche anno fa: «A quindici anni, improvvisamente una diagnosi di cancro. Ero un’adolescente che non aveva la benché minima idea del proprio corpo, figuriamoci di una malattia del genere. Ho fatto la chemioterapia, sono stata in isolamento per otto mesi. Forse quell’episodio mi ha fatto diventare chi sono, mi ha fatto amare ancora di più la vita e la mia passione: cantare e recitare».
Ed è forse qui che la sua energia diventa qualcosa di più interessante di una semplice aesthetic social. La sua leggerezza sembra nascere da una consapevolezza molto precisa: la vita va vissuta tutta, possibilmente ridendo forte. Anche l’universo di Emily in Paris ha aiutato. Le stagioni più recenti tra Roma, Grecia, beach clubs, tramonti mediterranei e guardaroba ultra-colorati, hanno trasformato il cast in una specie di moodboard lifestyle vivente. E Ashley Park dentro quel mondo sembra perfetta.












