Nei corridoi televisivi di Cologno Monzese si respira un'aria di forte incertezza. A pochi mesi dal tradizionale debutto primaverile su Canale 5, si rincorrono voci sempre più insistenti su un possibile stop o uno slittamento de L’Isola dei Famosi.

Il problema non riguarda gli ascolti o il cast, ma un ostacolo logistico e ambientale che rischia di paralizzare l'intera macchina produttiva: il reality show rischia di rimanere senza location. Questa situazione è diventata così ingestibile da far temere agli addetti ai lavori addirittura una cancellazione della prossima edizione. Ma sarà vero?

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Cayos Cochinos dice basta: le proteste

Il caos che minaccia l'avvio de L'Isola dei Famosi ha il suo focus nell’arcipelago di Cayos Cochinos, in Honduras, storica location del reality italiano. Le forti proteste provengono dalla comunità Garifuna, una popolazione di origine indigena e africana che vive nelle isole e che dipende dalle risorse naturali del luogo.

Da anni, questa comunità è sul piede di guerra contro le produzioni de L’Isola dei Famosi (Italia) e di Supervivientes (Spagna). L'accusa principale è che, durante i mesi di registrazione, le produzioni bloccherebbero le spiagge e il mare, imponendo divieti di navigazione e pesca in alcune aree. Questo rende l'area inaccessibile, privando di fatto molte famiglie della loro unica fonte di reddito, basata sulla piccola pesca, sul turismo locale e sulla raccolta della legna.

La situazione si è aggravata a causa del raddoppio delle edizioni spagnole del reality, che hanno occupato l'isola per circa sei mesi all’anno. Questo ha portato a un esaurimento delle risorse naturali e a un potenziale danno irreparabile per l'ecosistema. A scatenare il vero punto di svolta nelle proteste è stato il rischio corso da una tartaruga in via d’estinzione (Eretmochelys imbricata), il cui periodo di nidificazione coinciderebbe con le riprese autunnali del reality spagnolo.

Nonostante le produzioni paghino una compensazione per l'uso delle spiagge, i Garifuna ritengono questa quota inadeguata e insufficiente a coprire i disagi subiti. La loro denuncia si è fatta così pressante, con vere e proprie «invasioni pacifiche» del set, da rendere la permanenza nell’arcipelago insostenibile.

Emergenza reality: slittamento o cancellazione totale?

A causa delle proteste e del clima teso, la società di produzione Banijay si sarebbe già attivata per trovare una nuova location idonea. La priorità è restare nel Centro America per ragioni logistiche e climatiche, e per questo sono stati condotti dei sopralluoghi in Messico. Tuttavia, pare che questi tentativi non abbiano portato ai risultati sperati, in quanto nessuna delle zone visionate avrebbe soddisfatto i requisiti necessari di sicurezza e accessibilità per la produzione televisiva.

Il problema è così serio e i tempi sono così stretti che gli scenari futuri per la nuova edizione del reality si riducono drasticamente. L’ipotesi più accreditata è un necessario slittamento della partenza del programma rispetto al tradizionale inizio primaverile.

Tuttavia, tra gli addetti ai lavori, si fa largo anche lo scenario più estremo: la cancellazione dell'edizione 2026. Una possibilità che, se si verificasse, lascerebbe libera la fascia del prime time di Canale 5. Questo dubbio potrebbe aprire la strada all'anticipo del Grande Fratello Vip con il ritorno alla guida di Alfonso Signorini.

La decisione della produzione spagnola, con cui Mediaset Italia condivide le spese e le location, ricade direttamente sul destino del format italiano. In attesa di un comunicato ufficiale che risolva il problema, l'incertezza sulla messa in onda de L'Isola dei Famosi rimane alta.

Ricordiamo che alla conduzione è stata già confermata per il secondo anno consecutivo Veronica Gentili, mentre non è chiaro se rivedremo Pierpaolo Pretelli come inviato speciale e Simona Ventura come opinionista.