Tanti dubbi e ancora nessuna conferma ufficiale riguardo alla partecipazione di Israele alla prossima edizione di Eurovision Song Contest, in programma a maggio del 2026 a Vienna. Alla luce degli ultimi sviluppi geopolitici e delle minacce di ritiro di alcuni Paesi in gara, la situazione non potrebbe essere più delicata di così. E il fatto che se ne stia parlando così tanto potrebbe scatenare una sorta di effetto boomerang da non sottovalutare.



Posticipato il voto per l'esclusione di Israele da Eurovision Song Contest 2026

switzerland israel palestinian music television award eurovisionpinterest
SEBASTIEN BOZON//Getty Images
Le proteste contro la partecipazione di Israele a Eurovision 2025 a Basilea

Alla luce del cessate il fuoco siglato nelle scorse ore tra il governo israeliano e Hamas, l'Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) ha deciso di spostare la data del voto riguardo alla possibilità che a Israele venga consentita la partecipazione all'Eurovision Song Contest del prossimo anno.

La decisione giunge dopo mesi di crescenti pressioni da parte delle emittenti nazionali riguardo alla partecipazione del Paese mediorientale per il suo ruolo nelle gravissime tensioni a Gaza nei due anni che hanno seguito l'attacco del 7 ottobre. Nelle scorse settimane, l'emittente irlandese RTÉ, quella spagnola RTVE e l'olandese AVROTROS avevano manifestato l'intenzione di ritirarsi dalla competizione qualora l'emittente statale israeliana KAN non fosse stata esclusa, come avvenuto con la Russia di Vladimir Putin dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022. Anche le televisioni pubbliche di Slovenia e Islanda avevano lasciato intendere una possibile mossa simile.

Dopo quello che è accaduto poche ore fa in Medio Oriente, in una dichiarazione rilasciata a The Journal, un rappresentante dell'EBU ha specificato: «Alla luce dei recenti sviluppi in Medio Oriente, il Comitato Esecutivo ha convenuto che sussisteva la chiara necessità di organizzare un dibattito aperto e in presenza tra i suoi Membri riguardo alla questione della partecipazione all'Eurovision Song Contest 2026». Il comunicato ha inoltre precisato che l'argomento sarà discusso durante l'Assemblea Generale Invernale dell'EBU a dicembre, posticipando così l'iniziale sessione straordinaria prevista per il mese di novembre. Nel frattempo, l'emittente pubblica israeliana KAN ha espresso l'auspicio che l'Eurovision «conservi il suo profilo culturale e non politico».

Le prospettive di Eurovision 2026: l'avvertimento dell'Austria e la possibile vittoria di Israele

69th eurovision song contest opening ceremony turquoise carpetpinterest
Harold Cunningham//Getty Images
Yuval Raphael sventola la bandiera israeliana a Eurovision 2025

Non è però finita qui. Proprio mentre si discute del tema, il cancelliere Christian Stocker e il segretario generale del Partito Popolare Austriaco (ÖVP) Alexander Pröll hanno paventato la possibilità che l'Austria si chiami fuori dall'organizzazione dell'evento nel caso in cui ci fosse un boicottaggio di massa anti israeliano da parte di altri Paesi partecipanti.

A questo punto, è lecito fare una riflessione: considerato quanto l'argomento sta polarizzando l'opinione pubblica, e visti i risultati ottenuti al televoto dell'Ucraina nel 2022 e della stessa Israele nel 2024, che succederebbe se a vincere Eurovision 2026 fosse proprio il rappresentante israeliano?