E quindi Kim Kardashian ce l’ha fatta: è diventata il feticcio di un genio dell’intrattenimento. Dopo essere stata una pioniera dei reality tv, dopo aver messo letteralmente la sua vita al servizio delle sue ambizioni, dopo aver sfondato come imprenditrice e aver rimesso la testa sui libri per diventare avvocato, Kim può adesso fregiarsi di un nuovo record: essere stata scelta come lead character in una serie tv. Ryan Murphy, che l’aveva già scritturata per American Horror Story: Delicate, l’ha voluta come protagonista anche del suo prossimo lavoro: si chiama All’s Fair, arriverà su Disney+ (in America su Hulu) il 4 novembre e racconta di un gruppo di avvocate divorziste agguerrite, spietate, crudeli. Dopo aver lasciato uno studio legale di soli maschi per aprirne uno a predominanza femminile, si ritroveranno invischiate in casi complessi e scandali matrimoniali a 6 zeri.

Il trailer di All's Fair, di cosa parla la nuova serie di Ryan Murphy

All's Fair è una serie che rispecchia in pieno il Murphy-pensiero, dato che lo showrunner è da sempre interessato al tema del potere e del privilegio e non ha mai smesso di tracciare i confini (spesso grotteschi, assurdi) che ruotano intorno a questi grandi soggetti esistenziali. A capo di questo team legale al centro della narrativa del nuovo show di Ryan Murphy è proprio Allura Grant, il personaggio interpretato da Kardashian, che in questo nuovo progetto televisivo ha lavorato con attrici del calibro di Glenn Close, Sarah Paulson (anche lei ormai un habitué delle serie firmate da Murphy) e Naomi Watts. Un parterre di stelle che in pochi professionisti avrebbero il potere di richiamare a sé e che invece il creatore di show come Glee, Nip/Tuck, la saga American Horror Story, American Crime Story e American Love Story di prossima uscita, attira con grandissima facilità. Murphy è uno degli sceneggiatori produttori e registi più prolifici ed efficaci della storia televisiva degli ultimi 20 anni, tratti che ha in comune con Kim, la sua nuova musa.

Kim Kardashian non è più famous for being famous: è molto altro (e dobbiamo accettarlo)

Dicevamo che Kim Kardashian, almeno per chi segue la sua ascesa sin dagli inizi e ne ha ben chiare le evoluzioni professionali, negli ultimi 15 anni è diventata un fenomeno nuovo, che trascende le premesse degli esordi. Si è distanziata dalla madre Kris Jenner, la momager per eccellenza (che, va detto a onor di cronaca, figura tra i produttori esecutivi dello show di Murphy), diventando lei stessa una momager - di North West, la primogenita avuta dall’ex marito Kanye, che a soli 11 anni già veleggia verso successi musicali e fashion incredibili - ha creato un impero, tra tutti quello di SKIMS, mettendo in campo le sue ormai innegabili competenze in fatto di comunicazione e fidandosi di professionisti in grado non solo di commercializzare ma anche di rendere virali e necessari i prodotti dei suoi marchi.

Si è allontanata dal brand delle Kardashian-Jenner sisters, che oggi hanno tutte un’identità ben definita, interessi, amici, progetti separati, pur senza mai rinnegare l’influenza che la sua chiassosa famiglia ha avuto sulla sua carriera. E infatti insieme portano ancora avanti The Kardashians (sempre su Hulu), uno spinoff dell’originario Keeping Up with the Kardashians che le ha lanciate nello stardom delle celebrità.

Oggi che è tutto più patinato e Kim non si sognerebbe più di ridere mentre sua sorella Khloè va in prigione - uno dei meme più famosi e ripostati in arrivo dalle prime stagioni del reality - rimane di quel primo e fortunato esperimento il sapiente uso delle telecamere, la capacità di pronunciare frasi a effetto shakerando un’insalata e soprattutto la narrazione che lavorando sodo e non fermandosi mai è davvero possibile fare strada, arrivare dove si vuole. Kim lo ha detto spesso, che non si è mai fatta sconti sul fronte professionale. Lo ribadisce a ogni intervista. E infatti si è messa a studiare da avvocato (con modello supremo suo padre Robert Kardashian) e si è spesa in più di un'occasione per la riforma della giustizia penale. Oggi che si prepara a debuttare come attrice protagonista, può ben dire di essere arrivata dove già voleva essere 20 anni fa: sulla cima di Hollywood, a guardare dall'alto chi la criticava per la sua inettitudine.