La nuova favola nera di Ryan Murphy dopo i successi della serie Dahmer racconterà La storia di Lyle ed Erik Menendez, noti alle cronache per l'efferato omicidio dei loro genitori nel 1989 poi culminato in una serie di processi che sono diventati un pilastro della cronaca nera americana. Oggi entrambi i protagonisti di questa vicenda oscura stanno scontando l'ergastolo senza condizionale: sui social e in particolare su Tik Tok, gli spezzoni del processo che ha portato alla loro condanna sono ancora molto quotati dai creators appassionati di true crime, uno tra i filoni dell'intrattenimento più amati dell'ultimo decennio. Murphy, noto al pubblico per i suoi progetti ispirati a storie disturbanti (ha iniziato a inquietarci con Nip/Tuc, poi, dopo il sollievo di Glee, ha ricominciato a disturbare i nostri sonni con le saghe antologiche American Horror Story, American Crime Story e infine con Monsters, che racconta i grandi casi di true crime americani), ha scelto di raccontare la storia di questi due fratelli e della lunga diatriba etica e legale che ha portato alla loro condanna. La serie arriverà su Netflix il 19 settembre e promette di fare il boom di ascolti come già fu per lo show del 2022 sempre firmato da Murphy e ispirato alla vera storia del serial killer Jeffrey Dahmer.
A interpretare i genitori di Lyle e Erik, José Menendez e Mary Louise “Kitty” Menendez, sono Javier Bardem e Chloë Sevigny; Nicholas Alexander Chavez, noto per la sua partecipazione alla soap opera General Hospital e Cooper Koch, già visto nel film They/Them del 2022, vestono invece i panni dei due fratelli assassini. Nella vera storia, dopo l'assassino dei genitori e in un momento in cui non erano ancora incriminati, Lyle ed Erik hanno cominciato a sperperare in viaggi e feste l'ingente patrimonio di famiglia, un comportamento ritenuto sospetto dalle autorità, a quel punto sempre più convinte del loro coinvolgimento nell'omicidio. Dopo la confessione i fratelli Menendez sono diventati popolarissimi in America grazie alla messa in onda in tv del primo processo, condotto con ciascun fratello separatamente, e iniziato nel 1993: in una delle sedute, entrambi hanno confessato di aver subito per anni abusi e molestie sessuali e psicologiche da parte del padre con la connivenza della madre. Motivo che, secondo la difesa di entrambi, li avrebbe infine condotti all'omicidio.
Condannati all'ergastolo senza condizionale nel 1996 alla fine di un altro processo questa volta congiunto, i due si sono poi incontrati nuovamente in carcere nel 2018 e continuano a sostenere il loro movente: il caso dei Menendez, dato anche il risvolto oscuro scaturito nel corso del processo, tiene banco ancora oggi e ha ispirato diversi documentari e serie tv, non ultimo quello di Peacock che si intitola Menendez + Menudo: Boys Betrayed. Nella docuserie anche uno dei membri della boy band portoricana Menudo - la stessa che ha lanciato Ricky Martin - accusa il papà dei fratelli Menendez di violenza, riaprendo un caso che continua ad affascinare il mondo a distanza di 30 anni.












