Ci sono i balli, i sospiri, i corsetti e i merletti, gli sguardi languidi e le promesse d'amore. Non mancano, ovviamente, i colpi di scena, i voltafaccia, gli intrighi e i misteri. Insomma, la terza stagione di Bridgerton, che dopo due anni d'attesa, il 16 maggio, è tornato è in streaming su Netflix (con i primi quattro episodi: l'ultima parte esce il 13 giugno), non delude le aspettative: insieme ai protagonisti di questo nuovo capitolo, Penelope Featherington e Colin Bridgerton (Nicola Coughlan e Luke Newton), si esplorano i complicati meandri dell'amicizia che diventa amore e della friendzone che a un certo punto finisce (miracolo!) e regala soddisfazioni a chi per anni l'ha subita. Gli spettatori conoscono Penelope e Colin dalla prima stagione e, come hanno raccontato gli attori durante il press day milanese, i fan non aspettavano altro che vedere il giovane Bridgerton capitolare e innamorarsi della sua vicina di casa, proprio come succede nel libro di Julia Quinn cui la serie si ispira (si chiama La proposta di un gentiluomo). Abbiamo visto la prima parte di questa stagione principalmente con una domanda in testa: i Polin sono all'altezza delle altre coppie di Bridgerton?

Com'è la prima parte di Bridgerton 3

Tra glicini in fiore ed eventi mondani, la storia dei fratelli Bridgerton riprende proprio lì dove l'avevamo lasciata: ritroviamo Anthony e Kate Sharma (Jonathan Bailey e Simone Ashley), al centro delle vicende del secondo capitolo della serie prodotta da Shondaland, innamorati come non mai; conosciamo la "nuova" Francesca, personaggio poco carismatico nelle prime stagioni che ha subito un recasting nella terza e con Hannah Dodd, l'attrice scelta per il ruolo, ha trovato pane per i suoi denti; ci sono anche Benedict, (Luke Thompson) che si spera possa essere il prossimo protagonista della prossima stagione, Eloise (Claudia Jesse) e i membri più piccoli del clan che però rimangono sullo sfondo, in attesa del loro momento.

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Liam Daniel//Netflix
Hannah Dodd è la nuova Francesca Bridgerton: avrà un ruolo centrale in questa stagione

Anche Penelope è rimasta a guardare Colin dalla sua finestra, sospirando per un amore che si è convinta non potrà mai avere. Da un lato la ragazza si sente in colpa per le sue malefatte come lady Whistledown, la Gossip Girl dell'epoca Regency che abbiamo scoperto essere la giovane Featherington già alla fine della prima stagione, identità che l'ha portata a litigare con la sua migliore amica Eloise. Dall'altro è orgogliosa di essere riuscita ad affrancarsi economicamente dalla sua famiglia perennemente sull'orlo del baratro e di essere sempre un passo davanti a tutti quelli che la considerano una zitella senza speranza. Anche Colin, tornato da mesi di scorribande in Europa, sembra diviso in due: come terzogenito di una famiglia aristocratica non ha alcun ruolo ufficiale, in più non sa cosa vuole dalla vita, si sente perduto. Luke Newton ha raccontato a Cosmopolitan che questa è la stagione in cui Colin si mostra più vulnerabile: nell'amicizia con Penelope e nella promessa di farle un training per aiutarla a trovare finalmente marito (complice anche un glow up niente male della Featherington, che finalmente in questa stagione scopre l'armocromia e cambia acconciatura) Colin troverà la motivazione per avanzare. E, nel frattempo, scoprirà pure l'amore della vita, dopo anni di cecità selettiva che gli ha impedito di vedere la sua amica Penelope come una donna.

Chi ha letto i libri della saga letteraria di Julia Quinn (sono otto, uno per ogni fratello Bridgerton) sa già cosa accadrà a ciascun protagonista, Colin e Penelope compresi. E giunto alla terza stagione, per quanto gli ingredienti della serie siano sempre gradevolissimi e i personaggi ormai ben delineati, lo show non può fare altro che procedere su binari confortevoli, mettendo in modo dinamiche e cliché assolutamente prevedibili. L'unico potere di Bridgerton, a questo punto, sono le coppie in scena. Questo lo sa benissimo pure Shonda Rhimes, che infatti sta serbando per le future stagioni le cartucce più piccanti (Eloise e Benedict su tutti).

E dunque i Polin sono all'altezza di chi li ha preceduti? La risposta, date le premesse dei primi quattro episodi, è no. La Penelope di Nicola Coughlan è stata fortemente penalizzata dalla caratterizzazione delle prime due stagioni (con un percorso simile a quello dei libri) e Colin, tra tutti i fratelli Bridgerton, è quello meno carismatico. Anche se ce la mettono tutta per convincere lo spettatore di piacersi tantissimo, Coughlan e Newton non riescono a smuovere i sensi come gli indimenticabili Regè Jean Page e Phoebe Dynevor nella prima stagione e Bailey e Ashley nella seconda. Forse perché, appunto, alla ventesima scena di ballo ormai lo spettatore è saturo di inchini e volteggi, o perché la storia d'amore tra Colin e Penelope scatena troppi deja vu da rom-com (lei che si scioglie i capelli attirando l'attenzione di chi prima la ignorava, lui che le insegna a sedurre e poi finisce sedotto), quelli più abusati e meno vincenti.

Nonostante gli appunti sulla sceneggiatura, chi scrive però ci tiene a precisare una cosa, ovvero che Bridgerton è Bridgerton e che la serie rimane un quadro su cui è meraviglioso posare lo sguardo. Non c'è niente da capire, né da sviscerare o analizzare: è tutto (letteralmente) già scritto. Ed è questo che lo rende un appuntamento piacevole e irrinunciabile, addirittura consolante, oltre ogni possibile critica alla sceneggiatura o al cast e snobismo contro il genere romance. Viva Bridgerton, dunque, e potere a quella frivolezza che rende i giorni più lievi.