Ha una voce dolce e pacata, si vede che pensa molto alle parole prima di tirarle fuori. Non c'entra il fatto che l'italiano non sia la sua lingua - la studia da due anni e ha già una padronanza invidiabile - è più una questione di cura, anche lessicale, quel voler prendersi del tempo per scegliere come rispondere a una domanda. Sofya Gershevich è nata in Russia ma in realtà è una cittadina del mondo: classe 1999, dal 22 novembre la vedremo su Rai Due e Amazon Prime Video in Noi siamo leggenda, nuova fatica televisiva di Carmine Elia in cui Sofya interpreta Greta, una ragazza solo all'apparenza cinica e frivola ma «in realtà dotata di un gran cuore». Figlia di una famiglia benestante che le garantisce ricchezza e privilegio, Greta in realtà sogna «di essere libera da tutto». E spera che il fratello, bloccato in un coma doloroso, si risvegli e la aiuti a colmare la solitudine in cui è caduta dall'incidente che l'ha paralizzato in un letto d'ospedale e per cui i genitori la ritengono responsabile.

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Sofya Gershevich in una scena di Noi siamo Leggenda

Già mente di Mare Fuori, per questo nuovo lavoro Elia ha deciso non solo di chiamare parte di quel cast vincente (ci sono, tra gli altri, Giacomo Giorgio, Nicolas Maupas e Valentina Romani) ma anche di sfruttare narrativamente la componente fantastica per svelare le sfide di un'intera generazione, quella degli adolescenti di oggi alle prese tra sogni, ambizioni, dolori e sconfitte. I protagonisti sono un gruppo di ragazzi con superpoteri derivanti da traumi o paure personali, poteri che non servono a salvare il mondo, come ci ha raccontato Sofya, «ma a proteggere se stessi e le persone a cui si vuole bene».

Ambientato in una Roma frenetica e bellissima che l'ha accolta a braccia aperte («Questa città mi ha incantata», ci ha detto), Noi siamo leggenda è un debutto importante per Gershevich, il trampolino di lancio: prima di arriva casualmente in Italia, più precisamente a Napoli, è rimasta due anni a Parigi, dove ha provato a tenere in piedi contemporaneamente due sue grandi passioni, l'architettura e la recitazione. Quest'ultima, vocazione scoperta per caso dopo un provino. Nel 2021, dopo aver incontrato Paolo Sorrentino e aver ottenuto una parte in È stata la mano di Dio, Sofya ha capito che recitare non era solo un passatempo e che voleva impegnarsi per farlo bene. Così si è incaponita a imparare quell'italiano che oggi parla fluentemente, «anche se il mio primo approccio con la lingua è stato con l'inflessione napoletana», ha scherzato «quindi ho dovuto seguire un corso di dizione per togliere la cadenza».

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Un’altra scena di Noi siamo Leggenda in cui Sofya interpreta Greta

Quando ha letto la sceneggiatura si è innamorata del suo personaggio, una ragazza che «prova prima ad aiutare gli altri e poi pensa a se stessa». E che, quando sbaglia, «lo fa solo perché non sa gestire le situazioni. Una cosa in cui mi rivedo e che risuonerà anche negli spettatori, soprattutto in quelli più giovani». Figlia di diplomatici che girano il mondo, Greta è una ragazza senza radici, in pena per il rapporto difficile con i genitori e per la situazione limbo del fratello. «In questo io e lei siamo molto simili, anche io mi sono trasferita tante volte. Non avere punti fermi può farti sentire in difficoltà, ti costringe a fare molte cose da sola. La solitudine è una cosa bella quando la scegli, ma quando sei costretta a subirla può diventare una sofferenza». Il superpotere di Greta nella serie è riavvolgere il tempo, «bellissimo perché puoi tornare indietro ed eliminare ogni errore che hai fatto, anche se questo comporta una grande responsabilità sul presente».

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Nicola De Rosa
Fotografo: Nicola De Rosa; Stylist: Gianluca Cococcia; Hair&Makeup: Stefania Visentin @CotrilLook Total look Missoni + Shoes Hogan

In Noi siamo Leggenda Greta si avvicina a Jean, il personaggio di Nicolas Maupas che diventa il suo migliore amico, l'ancora di salvataggio in un mondo difficile. «Nicolas è grande professionista, ci siamo ritrovati spesso a parlare di recitazione, a calarci profondamente nei nostri personaggi. Alcune scene girate insieme sono state molto difficili a livello emotivo. In un'occasione mi è capitato anche di non riuscire a smettere di piangere dopo lo stop del ciak e Nicolas mi è rimasto vicino, mi ha aiutato tanto». Delle scene che hanno condiviso sul set, Sofya ha ricordato i momenti in cui hanno messo in connessione i loro dolori «per dare la giusta energia ai personaggi». Sei mesi di riprese, con Carmine Elia a dare supporto continuo ai suoi ragazzi e a coordinare un cast in cui brillano nomi importanti del cinema e della tv italiana come Claudia Pandolfi a Lino Guanciale, hanno confermato a Sofya che recitare è una vocazione. E che lavori come Noi siamo leggenda servono a chi li fa e a chi li guarda per capire di non essere soli nella quotidiana battaglia per l'equilibrio. «Nella serie i ragazzi rivedranno le loro insicurezze, i loro dolori, le paure di un periodo molto complicato, quello dell'adolescenza, in cui stai ancora cercando di capire chi sei e cosa vuoi. Quando sei giovane provi a piacere agli altri copiandoli, capisci solo dopo che l'esercizio da fare è guardarsi dentro».

Ma, più di tutto, Sofya Gershevich spera che Noi siamo leggenda venga guardata e apprezzata dagli adulti. Perché magari li aiuterà a capire «quanto è utile aprirsi maggiormente ai problemi dei ragazzi, mettersi nei loro panni. Forse hanno dimenticato cosa vuol dire innamorarsi per la prima volta, soffrire per la prima volta. E dopo aver visto la serie, spero venga loro la voglia di dire una volta in più ai loro figli: 'Io ti capisco, ti accetto, ti amo comunque con tutte le tue insicurezze. Perché le ho provate anche io».