L'undicesima edizione di Temptation Island arriverà su Canale 5 il 26 giugno in prima serata, condotta dal padrone di casa storico, Filippo Bisciglia. La nuova edizione promette di mescolare i soliti ingredienti che hanno reso il reality un vero guilty pleasure televisivo dell'estate: coppie in bilico, pronte a rimettere in discussione anni di amore con il proprio partner in virtù della curiosità per un'altra persona. La formula del programma di per sé è molto semplice e anche quest'anno non sarà modificata, visto il successo degli anni scorsi: in una cornice da sogno (le riprese sono iniziate il 9 giugno in un resort in Sardegna, location eletta di Temptation) sette coppie stabili verranno divise in due aree diverse della struttura, tentate da corteggiatori pronti a tutto pur di insidiare la loro relazione. La prima coppia del programma è stata annunciata alla vigilia della messa in onda del programma e già promette scintille.
Si chiamano Gabriela e Giuseppe e lei ha già annunciato di «aver rinunciato a tutto per lui perché troppo geloso» e di averlo recentemente beccato su un sito di incontri. Premesse pessime per la coppia ma ottime per il programma, che di questi equilibri incerti si nutre.
Le rotture degli altri
Undici edizioni di Temptation Island (un format molto fortunato distribuito in diversi paesi del mondo da molti anni) ci hanno insegnato che il buon senso e il rispetto reciproco, in una relazione, non sempre sono la priorità delle coppie in gara. Negli anni abbiamo visto inseguimenti spettacolari lungo la spiaggia del resort, litigi scenografici davanti al falò di confronto e scenate intrise di maschilismo, patriarcato e gelosia tossica. Gli ascolti hanno premiato il format (e il copione delle puntante, montate ad arte e dunque costruite a tavolino per far discutere) con dati da record, segno che guardare gli altri che si mollano, sotto sotto, ci intriga. I dialoghi, spesso, non fanno onore ai protagonisti dello show (né al genere umano in generale), ma da spettatori tendiamo a sentirci migliori di coloro che vediamo sullo schermo, più equilibrati nelle nostre relazioni e più fortunati con il partner che ci siamo scelti e abbiamo accanto. Insomma, Temptation Island è, come format impone, la rappresentazione di quanto di più disfunzionale ci possa essere in una relazione e sapere che non siamo noi i protagonisti di quei giochi d'amore intricati ci solleva. E, soprattutto, ci permette di osservare e analizzare le dinamiche sullo schermo con la giusta distanza e, soprattutto, con ironia. D'altronde Temptation Island è un generatore di meme ambulante.
L'importante è non essere i protagonisti di quelle relazioni confuse e pasticciate, lasciate alla mercè di una telecamera e sacrificate, il più delle volte, all'altare degli ascolti televisivi. Nonostante il copione che guida parte dei dialoghi e dei meccanismi fondati del programma, sarebbe ingenuo negare che alcune dinamiche alla base delle relazioni di Temptation Island sono specchio di disfunzioni e malesseri di quelle della vita vera. Insomma, sapere di essere diversi dalle coppie del reality (le altre saranno annunciate nei prossimi giorni sui canali ufficiali del programma), ci consola e ci fa sentire più bravi. Finché non capita a noi, allora sì che siamo salvi.











