«La mia canzone parla di saper lasciare andare. E oggi, avendo l’età che ho, posso capirla bene questa cosa», Giorgia torna al festival di Sanremo con Parole dette male dopo 22 anni dall'ultima volta. «Cosa mi auguro?», racconta prima del palco, «Mi auguro di imparare a vivere le emozioni, Sanremo è una scuola perfetta per questo. Per me tornare è un po' come rinascere. Il Festival di Sanremo è il luogo in cui sono nata».
Il duetto con Elisa: «Vogliamo restituire al pubblico quello che ci ha dato finora. Abbiamo scelto due canzoni difficili come Di sole e d'azzuro e Luce proprio per questo. Ed essere insieme ci dà coraggio, anche per scedere le scale. Sarà un omaggio delle nostre vite al Festival».
«Blu è il cielo di notte», spiega ancora citando il suo brano, «è il momento in cui si può maggiormente notare che c’è altro. Come esseri umani siamo sempre con lo sguardo rivolto verso il basso, ma abbiamo una parte di noi che guarda in alto, ed è quella che secondo me ci salva, soprattutto in un momento storico così delicato dal punto di vista emotivo. Credo molto in questo sguardo verso l’alto che possa sollevare l’animo per attingere a qualcosa di diverso, di spirituale, non religioso ma di vita interiore».
Il pensiero a leggere le parole del brano non può non andare ad Alex Baroni, l'ex fidanzato della cantante scomparso nel 2002 dopo un tragico incidente: «Sinceramente no, non è nata pensando a lui. Se lo dicessi mentirei. Quando mi è arrivata ho pensato fosse bella da cantare, poi sono entrata dentro le parole e l'argomento della perdita e della mancanza è un qualcosa che, come tutti, ho sperimentato più volte in questi 20 anni, al di là di Alex», ha spiegato, per poi aggiungere: «Non l'ho scritta io, però di sicuro ci posso mettere del mio. Quando la canto, la sento molto mia e mi commuovo».












