Perché tradiamo? Vi sarete trovati almeno una volta a rispondere a questa domanda. Marco Missiroli su questo dubbio ci ha anche scritto un romanzo. Si tratta di una delle materie più studiate, analizzate e riproposte tra cinema e tv, ne parla già Alfred Hitchcock nel 1954 con Il delitto perfetto quando escogita un modo per permettere al suo protagonista di sbarazzarsi della moglie adultera, e da inizio novembre è l’argomento centrale della nuova serie di Amazon Prime Mammals con l’attore e conduttore inglese James Corden (The Late Late Show, dal 1995 sulla CBS), Colin Morgan, conosciuto per il suo Merlin, e Sally Hawkins, premio Oscar come miglior attrice per La forma dell’acqua.

Sei episodi di massimo mezz’ora ciascuno scritti da Jez Butterworth che non possono essere racchiusi nella semplice definizione di commedia. Perché Mammals non è nemmeno un drama, né un titolo d’autore dai tatti surrealisti. È un po’ di tutto questo.

Mammals è costruita intorno a una storia e a un personaggio principale: Corden, che qui è Jamie, uno chef inglese sposato con una bellissima donna francese di nome Amandine (Melia Kreiling). Jamie ha una sorella, Lu, e un migliore amico, Jeff, che è anche suo cognato. Entrambe le coppie vivono un matrimonio sull’orlo del precipizio. La crisi tra Jamie e Amandine nasce dopo venti minuti di girato, illudendoci per i primi istanti di guardare una storia idilliaca ambientata sulle coste francesi, fino a quando poi l’idillio svanisce e Jamie trova sul telefono di lei conversazioni esplicitamente sessuali con un altro. Da quel momento inizia la caccia per scovare tutti gli amanti tenuti nascosti negli anni, mentre in contemporanea si destreggia con l’apertura del suo primo ristorante e un’inutile terapia di coppia.

Abituati a vederlo nei panni di un comico ci si aspetta di ridere tutto il tempo. Corden invece mette in luce aspetti diversi del suo personaggio, piegato sul pc dopo aver scoperto le prove del tradimento, lascia trapelare i sentimenti di un uomo distrutto. Il suo comportamento è una delle possibili risposte alla domanda: “Come reagiresti a un tradimento?”, tanto che la necessità primaria diventa quella di raccogliere informazioni per screditare la moglie, per poterla mettere di fronte ai fatti e costringerla ad ammettere di aver sbagliato, senza mai mettersi in discussione.

Parallelamente alla tragicommedia di Jamie e Amandine, fatta di pause di riflessioni e sketch comici, si consuma una storia dai tratti surreali. Un piccolo cinema d’autore dentro a una commedia rosa. Su questo scenario agiscono Lu e Jeff. Vivono in Inghilterra, poco fuori dalla capitale, e poco lontano dai cognati. Anche il loro rapporto è incrinato. Lu è una donna introversa perfino con il marito, con cui non riesce più ad avere una conversazione base, «Io le parlo e lei sembra essere da un’altra parte», dirà sempre lui. Non si capisce di cosa abbia bisogno Lu. La sua distanza dall'uomo non sembra essere dettata dalla cattiveria o dall’indifferenza. Forse ha bisogno di trovare prima se stessa. E lo farà grazie a una biografia su Coco Chanel che la spinge a immaginare una vita come stilista a fianco della fondatrice della casa di moda francese sotto l’ombra della Torre Eiffel.

Mammals in fondo parla di quella magia che ci permette di ritrovare noi stessi e di far durare il rapporto, passione la rinominerebbero altri. Ma l’amore è impossibile, e se l’amore è impossibile dobbiamo credere nell’impossibile. «Dobbiamo credere nella magia» come recita il motto di Jamie e Amandine. E quindi è questo il segreto? Basta la magia per combattere l’istinto dei mammiferi?