«Molti avevano previsto che il prequel de "Il Signore degli Anelli" di Amazon sarebbe stato un disastro. Non lo è», scrive Robert Lloyd sul Los Angeles Time. In effetti il rischio c'era. Come ha fatto notare il New York Times, il prequel in versione serie Tv dell'epopea di Tolkien (e degli amatissimi film di Peter Jackson) si prefigge il difficile compito di accontentare i pignoli fan del colosso fantasy e, allo stesso tempo, riuscire a conquistare i neofiti. Gli episodi della serie (almeno, i primi considerando che sono 8 puntate in totale per la prima stagione) sono arrivati su Prime Video e ora il verdetto spetta agli spettatori, assieme ai critici, che non hanno mancato di predire il futuro del franchise.
La serie, attesissima, racconta il passato della Terra di Mezzo: siamo all’interno della Seconda Era, migliaia di anni prima delle vicende raccontate in Lo Hobbit e ne Il Signore degli Anelli stesso. I primi due episodi, tuttavia, sono ancora piuttosto introduttivi: pongono le basi e presentano i personaggi. Nonostante questo, la critica si è divisa. Secondo Caroline Framke di Variety, Gli anelli del potere è «travolgente e coraggioso» e «sfrutta al massimo la sua ampia tradizione». Anche Nick Schager sul Daily Beast è entusiasta e parla di «equilibrio tra il glorioso e il vile, il romantico e il brutale, l'euforia e la disperazione, il grandioso e l'intimo». In particolare, c'è chi ha apprezzato la grandiosità degli effetti a cui ha senz'altro contribuito un budget di 450 milioni di dollari, la cifra più alta mai investita per una serie Tv. «La fotografia è così magnificente e spettacolare che c'è qualcosa che andrà perso per i milioni che finiranno inevitabilmente per guardare la serie sui loro telefoni», ha scritto l'Independent.
Non tutte le recensioni, però, sono positive. Lo studioso di letteratura Michael DC Drout ha scritto sul New York Times che difficilmente un'azienda volta al profitto come Amazon riuscirà a carpire la «profondità letteraria e morale» dell'opera di Tolkien, mentre, su Entertainment Weekly, Darren Franich ha definito il prequel «noioso» e «una specie di catastrofe», anche se si è riservato di vedere il seguito. Al di là dei pareri più divisivi, però, la critica sembra concordare su un aspetto: Gli anelli del potere è, per citare il Guardian, «difficile da giudicare come una serie ordinaria, perché ha davvero tanto di straordinario». «È Tolkien», scrive la giornalista Rebecca Nicholson, «il che significa che il mondo che mostra è già venerato e amato da tanti, sotto forma di libri, dei film di Peter Jackson o di entrambi. C'è uno straordinario peso di aspettative prima che qualsiasi spettatore prema play. Aggiungete il fatto che, secondo quanto riferito, è la serie televisiva più costosa mai realizzata e risulta difficile considerarla semplicemente uno tra i tanti show. È un evento, uno spettacolo ma, se non è del tutto perfetto, questo lo rende un fallimento?».













