Dal 2012 il programma cult di MTV Catfish con Nev Schulman svela al mondo l'universo sotterraneo delle relazioni nate sul web, cresciute a distanza e poi finite nel nulla delle bugie, delle false identità e, spesso, delle truffe vere e proprie. Gli effetti del catfishing sul cervello e la sfera emotiva delle vittime è devastante: come racconta chi ci è passato si perde la fiducia nel prossimo e nell'amore. Sempre che non ci vadano di mezzo anche i soldi: in quel caso l'impatto psicologico in una relazione truffaldina è ancora più devastante.

Su Netflix è arrivata una docufilm dal titolo Il truffatore di Tinder (The Tinder Swindler) che aggiorna le storie di Catfish ai tempi delle app di dating. La storia vera di Simon Leviev (il cui vero nome è Shimon Hayut) viene raccontata per viva voce di tre delle sue vittime, che svelano cosa vuol dire innamorarsi di una persona che sembra totalmente presa da quella relazione e si ritrovano piene di debiti e con il cuore in frantumi.

Il trailer de Il truffatore di Tinder e di cosa parla

Il profilo di Simon Leviev è quello di un love bombing della peggior specie. Con l'aggravante che questo criminale oggi trentunenne ha fatto della frode uno stile di vita e dello schema di Ponzi la sua base per arricchirsi. Nella docuserie di Netflix diretta da Felicity Morris si ricostruisce la storia di tre delle vittime che lo accusano di truffa, a partire da Cecilie Fjellhøy, che ha fatto match con Simon nel 2018: un primo incontro in un caffè, poi l'invito a volare su un jet privato verso la Bulgaria, dove il figlio dei magnati dei diamanti Leviev (questo diceva di essere) aveva un appuntamento di lavoro. Così inizia la storia di Cecilie, ma anche quella di Pernilla Sjöholm e Ayleen Charlotte, che hanno accettato di raccontare la storia prima ai giornalisti e alla polizia e poi ai microfoni di Netflix.

Partito da Israele con niente, Shimon Hayut ha cambiato nome in Leviev nel 2011 per costruire la sua falsa identità di playboy figlio di un magnate russo-israeliano (Lev Leviev). Un ragazzo ricchissimo, giovane, affascinante. Già incriminato per frode, nel 2015 è entrato in una prigione finlandese e ci è rimasto per due anni, prima di essere scarcerato nel 2017. La storia di Cecilie, la prima delle vittime a raccontarsi su Netflix, inizia nel 2018, anni dopo che le truffe di Hayut erano iniziate. Com'è stato possibile dunque che nessuno lo scoprisse?

Lo schema di Ponzi su cui si fonda anche il cosiddetto marketing piramidale, è alla base del "lavoro" di Leviev-Hayut e di gran parte delle truffe che pare aver compiuto in questi anni: secondo la ricostruzione di Netflix partiva da un match su Tinder, fingendosi ricco imprenditore nel campo dei diamanti, conquistava la ragazza con gesti folli e romantici, regali importanti, viaggi, parole d'amore. Intorno al truffatore c'erano molte persone che avallavano la sua posizione da lui definiti membri dello staff: il resto lo facevano le foto sui profili social, i video in arrivo da ogni parte del mondo che confermavano il suo ruolo nell'azienda di famiglia.

A un certo punto, complice una "falla nella sicurezza" che gli impediva di usare le sue carte di credito, chiedeva alla fidanzata del momento un aiuto economico. In nome dell'amore e di una relazione che sembrava idilliaca, la vittima apriva conti e si faceva intestare carte di credito per poi girare svariati bonifici a Leviev. Con quei soldi, il truffatore alimentava un'altra relazione con un'altra donna e così la sua vita da erede di un'azienda milionaria. Si andava avanti fino a che la prima vittima non era stata spremuta a sufficienza, poi lo schema si ripeteva nuovamente con altre donne, all'infinito.

Nel 2019 Hayut è stato fermato in Grecia per aver usato un falso passaporto - uno dei tanti - ed estradato in Israele. Qui è rimasto in prigione per 15 mesi, poi è stato liberato per buona condotta. Oggi, come dimostravano le foto su un profilo Instagram ora oscurato, Hayut è un uomo libero e su di lui, attualmente, non pende nessuna accusa. Secondo il Times of Israel, alle donne che ha truffato ha rubato quasi 10 milioni di dollari: le ragazze che sono entrate nella sua rete, oltre a non avere avuto giustizia, stanno ancora ripagando i debiti folli contratti con le banche in nome di un amore inesistente. Una delle ultime news su di lui riguarda il ban perenne da Tinder: non potrà accedervi mai più, neanche con un'identità falsa.

Cecilie, Pernilla e le altre donne che accusano Hayut di truffa e si raccontano nel docufilm Netflix oggi si sono unite e divulgano su temi come il catfishing e la frode, non soltanto da un punto di vista economico ma soprattutto da quello emotivo. Il loro lavoro, oltre alle storie personali che raccontano con grande sofferenza, è uno dei motivi per vedere Il truffatore di Tinder: per provare a capire, con necessaria empatia nei confronti delle vittime, come si fa a cadere nelle spire di una persona come questa. E bruciarsi per troppo amore.