A distanza di 18 anni dalla sua uscita Kill Bill: Vol. 1 di Quentin Tarantino continua a farci discutere ed appassionare davanti a quelle continue scene di combattimenti super cruente dove, nel corso di quei 110 minuti, assistiamo a scazzottate epiche, combattimenti intricati, scene splatter, arti che volano per aria come fossero foglie trasportate dal vento e una quantità di morti talmente esagerata da far impallidire quelli visti nei film di Rambo, Salvate Il Soldato Ryan e Pearl Harbour messi insieme. Il tutto (naturalmente) condito dalla spietata eleganza di Uma Thurman che, nella pellicola, ricopre il ruolo della vendicatrice Beatrix Kiddo aka La Sposa aka Black Mamba la quale, armata di tutina gialla alla Bruce Lee e katana, va alla ricerca della gang di Bill, ovvero colui che le ha rovinato la vita nonché il giorno delle sue nozze.

Riguardare Kill Bill di Quentin Tarantino dopo il #MeToo

Kill Bill di Quentin Tarantino non è di certo un film leggero e riguardandola oggi la pellicola sembra acquisire ancora più peso dopo la nascita del #MeToo, movimento che ha scoperchiato un vaso di pandora decisamente agghiacciante sui frequenti ricatti e abusi che le donne subiscono sul posto di lavoro, anche nel mondo dorato di Hollywood. Violenze queste che affronta anche il personaggio interpretato dalla Thurman, il quale viene brutalmente picchiato il giorno del suo matrimonio per poi diventare vittima di violenze sessuali inenarrabili da parte dell'infermiere che l'ha in cura. Sebbene al momento della sua uscita Kill Bill: Vol. 1 abbia ricevuto più di una critica a causa delle immagini troppo cruente, ecco che la vera polemica che lo ha travolto è arrivata solo qualche anno fa, quando è stato accostato (e non in modo positivo) al movimento #MeToo.

Un rapporto ambiguo quello tra Thurman e Tarantino

Come anche altri film di Tarantino Kill Bill è stato prodotto da Harvey Weinstein, ovvero l’uomo che è stato accusato di numerosi atti di violenza nei confronti delle donne con le quali ha lavorato compresa la stessa Thurman, la quale lo ha incolpato di aggressione poco dopo l’uscita di Pulp Fiction. Se questo non fosse già abbastanza poi l’attrice 50enne ha anche parlato di un fatto decisamente inquietante capitato sul set di Kill Bill dove, per una delle scene finali, è stata costretta da Tarantino a guidare un auto decisamente malconcia a folle velocità, finendo per schiantarsi contro un albero danneggiandosi le ginocchia e con la prognosi di una bella (si fa per dire) commozione cerebrale. Alla luce di tutto questo quindi oggi è praticamente impossibile non pensare alle battute di apertura del film come profetiche, dove Bill afferma con orgoglio “Mi trovi sadico? Sai, scommetto che adesso potrei friggerti un uovo in testa, se solo volessi”. Sì, questa cosa è decisamente inquietante.


Kill Bill: Vol. 1 e il #MeToo sembrano quindi essere legati a doppio filo, perché la pellicola stessa racconta le medesime storie di violenza, abusi e sottomissioni nei confronti delle donne. Nonostante Uma Thurman e Quentin Tarantino abbiano collaborato insieme per la realizzazione della pellicola, con il regista che lavorava alla sceneggiatura del film direttamente a casa dell’attrice (mentre lei era incinta), affermando di aver dato vita a un sodalizio speciale. Certo i due insieme sembrano funzionare alla perfezione, peccato che alcune dichiarazioni rilasciate al New York Times dall’ex compagna di Ethan Hawke facciano nascere più di un sospetto su questa collaborazione, ponendoci un dubbio sul confine che divide il mero "atto creativo" dal puro abuso.

Nel corso dell'intervista con il Times infatti la Thurman ha rivelato di aver ricevuto uno sputo in faccia da parte di Quentin Tarantino nel corso delle riprese di Kill Bill, per poi venire soffocata con una catena per la realizzazione di due scene della pellicola. Sì questo è decisamente troppo, anche per un animo surreale, visionario e fuori dagli schemi come quello di Quentin Tarantino. Per onore di cronaca bisogna precisare che il regista e Uma hanno specificato in più occasioni che tutte le situazioni “borderline” affrontate erano state approvate da entrambi, il che le fa apparire un po' meno gravi e inquietanti del previsto (senza però assolverle completamente, sia chiaro). Naturalmente nessuna di noi vuole demonizzare un film favoloso come Kill Bill, alla luce di tutto ciò che abbiamo scoperto però non si può nascondere che alcune scene ora assumano maggiore potenza, oltre che un significato molto più profondo ed attuale.

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