La pace fatta tra Sabrina Carpenter e Olivia Rodrigo era già stata annunciata dopo i Grammy dai fan che le avevano intercettate mentre chiacchieravano e si abbracciavano in un video. Ora, però, ogni dubbio sulla fine faida tra le due cantautrici sembra ufficialmente dissipato dato che Carpenter è stata vista e immortalata sotto il palco di Rodrigo al suo concerto al BST Hyde Park di Londra.
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Per anni le due artiste sono state dipinte come rivali, e forse lo erano, forse si sono davvero scambiate frecciatine tramite le loro canzoni, ma sembra esserci un piacere particolare nel vedere due ragazze una contro l'altra.
Olivia Rodrigo e Sabrina Carpenter: cosa è successo?
I pettegolezzi sulla lite tra Rodrigo e Carpenter sono iniziati intorno al 2020. L'anno precedente Olivia aveva iniziato a frequentare Joshua Bassett collega in High School Musical: The Musical: The Series, ma l'anno successivo Bassett è stato visto con Sabrina Carpenter innescando voci su una relazione, nata forse già alle spalle di Rodrigo. Da lì i fan si sono convinti che "Drivers license" di Rodrigo fosse dedicata a Carpenter nella parte in cui dice «And you're probably with that blonde girl/ Who always made me doubt /She's so much older than me /She's everything I'm insecure about». Sabrina avrebbe risposto con "Skins": «Maybe you didn't mean it /Maybe blonde was the only rhyme» e da lì le congetture si sono sprecate.
I gossip sulle liti femminili sono estremamente comuni. Quasi ogni donna famosa ha la sua nemesi costruita ad hoc sulle pagine dei rotocalchi: Kate Middleton e Meghan Markle, Britney Spears e Christina Aguilera, Selena Gomez e Hailey Bieber, Nicki Minaj e Lil' Kim, Katy Perry e Taylor Swift, Mariah Carey e Jennifer Lopez. È una forma di intrattenimento a sé, quasi un genere narrativo che ingloba teorie del complotto, ricostruzioni e ipotesi prodotte dai fan: chi avrà la meglio? Quali sono i retroscena? Chi ha ragione e chi ha torto? Faranno pace? Diventeranno amiche? Se di mezzo c'è un ragazzo è ancora meglio, vedi la saga infinita nata dal triangolo Justin Bieber-Selena Gomez-Hailey Bieber. «Gli studi hanno dimostrato che quando le donne sono incoraggiate a competere tra loro, le loro carriere e relazioni tendono a soffrirne», spiega Sophie Gilbert autrice del libro Girl on Girl: How Pop Culture Turned a Generation of Women Against Themselves, «Ma lo spettacolo delle donne messe l'una contro l'altra – in competizione per la fama, l'attenzione maschile e l'approvazione di massa – è profondamente radicato nei media e persino nelle nostre menti».
A chi conviene la competizione femminile?
Secondo Gilbert, l'ossessione per le "girlfight" o "catfight" si è diffusa con l'individualismo anni 2000 tra reality show tipo The Bachelor o Who Wants to Marry a Multi-Millionaire? «La frase "Non sono qui per fare amicizia" ha catturato l'ethos dei reality show in cui le concorrenti si insultavano regolarmente a vicenda, litigavano e creavano gruppi di amiche rivali con arcani ordini gerarchici», spiega l'autrice.
Non è che nascere di sesso femminile renda naturalmente più competitive o inclini all'invidia (anche se in molti ancora lo pensano), ma le donne crescono in una società che concede loro potere limitato alimentando l'idea che debbano "spartirsi" il poco spazio conquistato secondo la cosiddetta "scarcity mindset". «Le ragazze competono spesso fino alla morte, cioè fino all’assassinio simbolico l’una dell’altra», scrive l'autrice femminista bell hooks nel suo libro Comunione. La ricerca femminile dell'amore, «Si tratta di odio nei confronti delle donne poiché si radica nella stessa logica da fiaba che ci insegna che una sola femmina può trionfare o essere prescelta. È come se la nostra consapevolezza che agli occhi del patriarcato le femmine non hanno valore significasse che possiamo acquisirlo solo facendo a gara tra noi per ottenere il riconoscimento».
Il riconoscimento può essere cercato negli uomini (in un uomo, come colui che dovrà "scegliere") o nella società a livello di fama, apprezzamento e carriera. «Ci viene insegnato che le nostre relazioni reciproche diminuiscono anziché arricchire la nostra esperienza. Ci viene insegnato che le donne sono nemiche "naturali", che la solidarietà non esisterà mai tra noi perché non possiamo, non dovremmo e non creiamo legami tra noi. Abbiamo imparato bene queste lezioni», spiega bell hooks. Per disimpararle forse il primo passo è dirci che una narrazione alternativa è possibile.











