La notizia della settimana è che Blake Lively è uscita dalla sua tana per calcare nuovamente un red carpet dopo quello della tragica première di It ends with us a New York. L’attrice ha scelto di accompagnare il marito alla serata celebrativa per i 50 anni del Saturday Night Live, uno show che ha richiamato sul palco gli host storici del programma e le celebrità che si sono avvicendate come special guest negli anni. Seduti in platea, Blake Lively e Ryan Reynolds hanno partecipato alla serata col sorriso, come se il drama con Justin Baldoni, regista e co-star insieme a Lively del film incriminato, non fosse al centro di una causa che, nel 2026, approderà in tribunale. A un certo punto le conduttrici Tina Fey e Amy Poehler hanno coinvolto l’attore in uno sketch.
«Come stai?», gli hanno chiesto. «Bene, perché? Cosa avete sentito?». Il riferimento, forte e chiaro, è proprio al caso Lively-Baldoni, una vicenda che sta tenendo banco da mesi sui quotidiani internazionali a furia di denunce, reciproci attacchi e screenshot di conversazioni private messe a disposizione del pubblico. Il coinvolgimento di Reynolds, evidentemente preparato, non è piaciuto molto al pubblico in sala (la reazione a caldo del collega Kevin Costner ha fatto impazzire i social) e neanche ai fan più affezionati del SNL, che hanno aspramente criticato la produzione per avere invitato la coppia.
«Quindi adesso supportate i bulli?», è il commento più gentile tra quelli pubblicati sotto al video con protagonista Reynolds. «Anche il SNL è dalla parte dell’élite di Hollywood», ha aggiunto un altro utente, segnalando l’apparente endorsement del programma alla coppia. Ci sono stati, ovviamente, anche commenti positivi che hanno celebrato l’ironia di Lively e del marito e la loro capacità di navigare in queste acque tempestose con leggerezza. Ma il sentire comune punta i riflettori sulla sicurezza mostrata dai Reynolds, un atteggiamento giudicato arrogante da chi non ha ancora preso una posizione circa i litigi e le vicende avvenuti durante le riprese e poi nel periodo promozionale del film It ends with us. D’altronde la verità si deciderà solo davanti a un giudice, in tribunale.
Chi è convinto che questa gag costerà cara alla coppia sono gli avvocati di Justin Baldoni, che si preparano allo scontro e sono pronti a dare battaglia a Lively e al marito (la prima ha querelato il regista per molestie sessuali; il secondo ha contro-querelato la coppia per diffamazione. In ballo ci sono milioni di dollari) su tutti i fronti. Un portavoce vicino ai legali di Baldoni ha fatto sapere che questa trovata televisiva sarà senz’altro usata in aula contro la coppia a dimostrazione del fatto che i Reynolds sono convinti di vincere contro ogni ragionevole dubbio. Per i difensori del regista si tratta di una lotta tra Davide e Golia, una sfida che Justin Baldoni, il più debole tra i due almeno da un punto di vista mediatico e finanziarrio, è intenzionato a vincere.











