Lo ha detto, lo ha fatto: Justin Baldoni, tramite i suoi legali, ha messo online un sito con la "sua" verità sul caso It ends with us, un drama hollywoodiano condito da cause per diffamazione (del regista verso Blake Lively e suo marito Ryan Reynolds) e molestie sessuali (dell'attrice contro il collega) iniziato l'anno scorso sul set dell'omonimo film ispirato al romance di Colleen Hoover.

Il sito si chiama thelawsuitinfo.com e al momento contiene solo due link: uno al PDF del reclamo che Baldoni ha presentato contro i Reynolds nelle scorse settimane, l'altro un recap in 168 pagine dei fatti con tanto di prove, messaggi e screenshot allegati. Niente di nuovo, su Tik Tok era già praticamente uscito tutto: i creator appassionati di questa vicenda che, ormai da mesi, tiene banco su social e giornali internazionali, hanno scandagliato in lungo e in largo i documenti a caccia di dettagli e nuove verità da raccontare ai loro followers. Stando a quanto hanno lasciato intuire gli avvocati di Baldoni, il sito potrebbe servire per pubblicare materiale inedito sulle conversazioni private tra il loro assistito e Blake Lively, in un crescendo di indiscrezioni date in pasto a stampa e opinione pubblica che non farà altro che alimentare il caso mediatico.

Il caso Baldoni-Lively ha già passato il segno

Il processo relativo a entrambi i procedimenti è previsto per marzo 2026: il giudice della corte federale di New York Lewis J. Liman ha detto gli avvocati delle parti in causa che la data slitterà se Baldoni e Lively non la smetteranno di litigare a mezzo stampa. Perché sì, i due attori hanno più volte oltrepassato il segno, trasformando le loro liti sul set in un mastodontico caso mediatico: una delle accuse più gravi di Baldoni contro Lively è che l'attrice si sia accordata con il New York Times, quotidiano che, per primo, ha pubblicato la news della denuncia per molestie sessuali di Blake contro l'ex collega, ben prima dell'uscita dell'articolo. Secondo il regista e protagonista di It ends with us l'articolo, uscito a dicembre, era infatti in lavorazione da ottobre, prova del fatto che Lively si sia messa d'accordo con il quotidiano per distruggere la sua reputazione (dal NYT negano invece ogni coinvolgimento di Lively nel pezzo).

La narrazione dei protagonisti di questa brutta storia, intanto, è drasticamente cambiata: un portavoce dei Reynolds ha detto che Blake sta vivendo questo momento con relativa calma, dedicandosi alla famiglia; Baldoni invece è descritto come «devastato emotivamente e finanziariamente dalla situazione». Un gioco delle parti che capovolge, giorno dopo giorno, la prospettiva di chi è a caccia di una vittima o di un colpevole. La sensazione, però, è che non sia possibile fare una distinzione così netta: tra Justin Baldoni e Blake Lively non sembra proprio possibile eleggere un vincitore morale.