Sembra passato un secolo, ma era solo lo scorso dicembre quando Chiara Ferragni pubblicava il suo criticatissimo video in cui chiedeva perdono per l’«errore di comunicazione» fatto nel 2022 nel promuovere il suo pandoro in collaborazione con l'azienda Balocco e nel lasciare intendere ai suoi follower che ogni acquisto avrebbe portato a un aumento della cifra data in beneficenza (in realtà la cifra era fissa e già stabilita da Balocco). Oggi sappiamo che quel video-confessione non sarebbe servito, che avrebbe ulteriormente esacerbato la situazione e, soprattutto, che Chiara Ferragni non si sarebbe potuta salvare dallo scandalo che ha dato il via al suo annus horribilis tra la crisi della sua società, il drastico calo dei follower e dalla sua credibilità e la fine del suo matrimonio con Fedez. L'imprenditrice digitale ha da poco pubblicato un reel per salutare il 2024 e, allo stesso tempo, è arrivata proprio in questi giorni la notizia di un accordo con il Codacons sul caso del Pandoro "Pink Christmas".

Ferragni ha trovato un accordo con il Codacons e l’Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivie rinunciato a fare ricorso sulla multa dell'Antistrust per pubblicità scorretta. Stando a quanto deciso, l'influencer risarcirà 150 euro ad ogni consumatore e donerà 200.000 euro in beneficenza a favore delle donne vittime di violenza di genere. In cambio il Codacons ritirerà la denuncia. «Il Codacons e l'Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi», si legge nel comunicato, «nei prossimi giorni contatteranno i consumatori che si erano rivolti alle stesse associazioni per mettere a loro disposizione il risarcimento». Rimane, a questo punto l'indagine per truffa aggravata della Procura di Milano che nei prossimi giorni farà sapere se chiederà o meno il rinvio a giudizio. Con la querela del Codacons ritirata, però, gli inquirenti potrebbero riconsiderare anche le accuse penali.

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«Siamo pienamente soddisfatti», ha dichiarato il presidente di Codacons Carlo Rienzi», «dell'intesa raggiunta con Chiara Ferragni, che non cancella assolutamente le irregolarità riscontrate dall'Antitrust, ma consente di riconoscere finalmente e in modo definitivo i danni subiti dai consumatori, garantendo ciò che chiedevamo fin dall'inizio: giustizia per chi, in buona fede, aveva acquistato il pandoro credendo di devolvere soldi all'ospedale Regina Margherita di Torino». Ora potrebbe anche aprirsi una collaborazione tra l'influencer e l'associazione per i diritti dei consumatori a partire dal progetto "Oltre il Silenzio" per supportare le vittime di violenza di genere. La rinascita di Chiara Ferragni potrebbe essere già iniziata.