Justin Timberlake ha compiuto 43 anni sul palco dell'Irving Plaza di New York City con un concerto a sorpresa: tra un successo e l'altro, sulle note di "Cry me a River", l'artista ha fatto sapere agli ospiti dello show di voler «cogliere l'opportunità di chiedere scusa a un c*zo di nessuno». Non certo un modo per riconquistare la fiducia e l'amore dei fan, in parte perduta lo scorso ottobre all'uscita di The Woman in Me, il memoir della sua ex storica Britney Spears.
Per chi si fosse perso le puntate precedenti, questa è la storia: questo specifico brano di Timberlake è una delle pietre miliari della diatriba ormai ventennale tra lui e Spears. Uscito dopo la loro rottura nel 2002, il video e il testo di "Cry Me a River" raccontano di un ragazzo lasciato da una fidanzata scaltra e meschina (nel video l'attrice è molto somigliante alla sua ex), lasciando intendere di essere stato vittima di ripetuti tradimenti. Nel suo memoir, Britney ha definito la canzone un colpo basso non corrispondente alla verità, raccontando di essere lei la vittima di Justin e delle sue relazioni con altre donne mentre stavano insieme. Quel brano è diventato, per i fan della popstar, una sorta di bandiera della cattiveria di Justin Timberlake nei suoi confronti, oltre che esempio evidente dell'accanimento mediatico subito da Britney negli anni di crisi più profonda.
Dopo l'uscita della biografia in cui Britney raccontava anche di aver abortito un figlio di Justin per non rovinare le rispettive carriere, i due erano arrivati a un punto di equilibrio: la cantante aveva chiesto scusa all'ex per le parole contenute nel libro, mettendo, almeno apparentemente, un punto alla faida. Ma l'exploit di Timberlake sul palco newyorkese ha riaperto il baratro tra i due. Britney, infatti, pare aver lanciato una frecciatina all'ex dal suo profilo Instagram con un post al veleno.
«Qualcuno mi ha detto che si parla male di me in giro. Vuoi che ci vediamo in tribunale oppure vuoi andare a piangere da tua madre come l'ultima volta? Non mi dispiacerebbe affatto!». Gli animi, insomma, sono caldi come 20 anni fa.










