Non fatichiamo a capire perché tra tutti, proprio Luca Marinelli abbia conquistato quella terra, a dir poco ostica per gli attori non anglofoni, che è l'America. Non stranisce affatto che il New York Times lo abbia inserito nella (breve, solo 21 nomi) lista dei migliori attori del 2020, perché basta pescare una qualunque delle sue interpretazioni, da quella Non essere cattivo, struggente, lancinante film di Claudio Caligari (che se non avete visto dovete recuperare), a quella che gli è valso il David di Donatello come miglior attore non protagonista in Lo chiamavano Jeeg Robot, per capire al volo quanto sia speciale. In quell'elenco, dove, ci perdoneranno gli altri, regna su tutti la nostra divina Sophia Loren, Marinelli sta bello comodo, in questo elenco, per nulla schiacciato tra nomi come Cher, Ethan Hawk, Zoe Kravitz, anzi, la sua è una presenza praticamente scontata, se si pensa che il film con il quale s'è guadagnato il plauso unanime dei severissimi critici americani, e cioè il Martin Eden di Pietro Marcello, è stato definito da Rolling Stone semplicemente un “capolavoro”, per il The New York Review è "un fulmine a ciel sereno pieno di idee che unisce cinema verità e commedia dell’arte", per il Los Angeles Times è "magnetico e pieno di passione", ed infine ecco il Chicago Tribune che non esita ad esaltarne il grande peso cinematografico e filosofico. Ma su tutto, queste recensioni hanno una cosa in comune: l'ammirazione per la bravura di Luca, classe 1986, romano, oggi trasferitosi a Berlino per poter vivere insieme alla moglie Alissa Jung, conosciuta nel 2012 sul set della fiction Rai Maria di Nazaret, dove, guarda un po', lui era Giuseppe e lei era Maria.
Luca Marinelli oggi eletto tra i migliori attori del 2020
"Sulla carta- ha scritto il New York Times - Martin Eden è un tradizionale ruolo da star del cinema: un uomo di umili origini e grandi ambizioni che cerca di elevarsi nel mondo e paga a caro prezzo la sua ascesa. Martin Eden di Pietro Marcello, una fedele decostruzione del romanzo di Jack London, soddisfa e sfida questo modello. Ma il Martin di Luca Marinelli esiste su un piano al di là dell'ambiguità. Bello come un classico idolo del cinema (Rodolfo Valentino? Gary Cooper? Paul Newman? Alain Delon? Tutti questi?) ha l'arguzia di interpretare Martin con assoluta sincerità, come un uomo che crede che il proprio destino e il progresso umano siano identici. Guardandolo, ci credi anche tu".
Sì, guardandolo, ci credi sempre, a Luca. Questa è la sua grande dote. Una dote che, che pur in un ottimo momento per gli interpreti italiani (pensiamo, per esempio, ad Alessandro Borghi ed Elio Germano, giusto per citare altri due che vanno parecchio d''accordo con i David, Germano in particolare), lo rende perfetto per situazioni da "one man show", molto gradite oltre oceano. Lui è il volto che i registi stranieri cercano e scelgono, da Danny Boyle che lo ha voluto nella serie Trust, a Gina Prince-Bythewood che lo ha buttato nella mischia fumettosa e cento per cento action di The Old Guard, pellicola Netflix che nel cast ha una che di nome fa Charlize Theron.
Scrive di lui, ed è impareggiabile nel tratteggiarlo con bravura assoluta, Francesco Boille di Internazionale, sempre a proposito di Martin Eden: "Marinelli ha una presenza dolce e magnetica dall’inizio alla fine, passa da una sequenza all’altra come fossero altrettante bolle sognanti dando però come interprete carne e sangue a un racconto politico e socioantropologico. Al contempo il suo volto, fondamentale perché bello ma con i caratteri marcati della napoletanità, intesi come espressione di autenticità perduta, di vita vissuta, non ha nulla di quelli acqua e sapone del cinema di oggi, quintessenza di un cinema omologato che tende al marketing". Chissà che ne penserà lui, schivo, allergico ai social, per nulla piacione, di tutti questi elogi. Ma soprattutto, chissà quale asso nella manica avrà tirato fuori, per il suo prossimo ruolo, che, al solito è un grande azzardo e risponde al nome di Diabolik. Lo sapremo il 31 dicembre, et voilà, risolta pure la faccenda "che cosa fai a Capodanno". Guardo Marinelli, che altro?











