«Il 4 febbraio mia moglie è la persona più googolata su questo pianeta chiamato Terra». Nelle ultime ore Kanye West ha pubblicato e rimosso una serie di post su Instagram con dichiarazioni come questa entrando nel dibattito sulla sua apparizione ai Grammy accompagnato dalla moglie Bianca Censori. Le foto e i video sono virali: entrambi sono arrivati sul red carpet vestiti di nero, poi lei si è tolta la pelliccia ed è rimasta con addosso solo un body di nylon trasparente, sostanzialmente nuda. Ormai siamo abituati a vedere la coppia mettere in atto questa sorta di performance: il rapper vestito da capo a piedi e Censori mezza nuda, scalza e con lo sguardo vacuo e imbambolato. L'apparizione ai Grammy, però, è stata particolarmente provocatoria e ha riacceso i soliti dubbi: si tratta di sfruttamento del corpo di lei? Lui la controlla e le impone di girare nuda, di tenere una certa dieta, di curare il suo corpo in un certo modo, come dicono alcune voci? Lei, al contrario, è consenziente e si tratta di una performance artistica? Di una provocazione verso il mondo della moda?
Kanye West di sicuro non accetta critiche in proposito, ma sembra decisamente soddisfatto dell'attenzione mediatica. Ha pubblicato (e poi rimosso) un post con un grafico Google Trends che mostra come «Bianca Censori Grammys» sia stata una frase più cercata di «Grammy Winners 2025» e poi uno con la scritta «Abbiamo battuto i Grammy». A fronte dei commenti negativi su Instagram ha reagito aggressivamente com'è solito fare e, tra tutti, se l'è presa con Chiara Glionna, fotografa italiana che nei suoi scatti indaga questioni sociali e tabù, spesso legati al corpo. «Una vittoria facile quando un uomo mette una donna nuda in mostra», aveva scritto Glionna in un commento. Da lì è partita la shitstorm con West fuori controllo che ha pubblicato diversi post in cui accusava la fotografa di ipocrisia scrivendo «Easy win» ossia «Vitoria facile» sotto gli scatti in cui Glionna ha fotografato nudi femminili. Sembra assurdo che West decida di prendersela con una persona a caso, scelta tra i commenti, scatenandole contro l'odio di milioni di follower: per questo abbiamo chiesto a Chiara Glionna come sono andate le cose.
Come’è stato ritrovarsi sotto attacco da parte di una persona con un seguito così vasto?
All’inizio è stato sicuramente scioccante perché del tutto inaspettato. Personalmente non credevo neanche di aver scritto niente di così controverso, ma a quanto pare ho toccato qualche corda che l’ha fatto reagire così male. Non è piacevole ma non ho sicuramente paura di un uomo arrabbiato che non sa leggere un commento su Instagram che mi fa cyberbullismo.
Cosa ti ha spinta a scrivere quel commento?
Quando l’ho visto vantarsi tanto dei risultati ottenuti online dentro di me è nato un forte senso di rabbia: sta forse usando la sessualizzazione del corpo di una donna come esperimento sociale? E quindi ho scritto il mio pensiero a riguardo.
Tu come vedi il suo modo di esporre il corpo di Bianca Censori?
Dal momento che la cosa sembrava essere la copia pornografica di “Kim & Kanye” non ci ho mai posto troppa attenzione, oltretutto sappiamo benissimo quanto lui sia controverso quindi ho seguito con interesse in cosa volessero andare a parare. Quello che vedo ora è la spettacolarizzazione e iper sessualizzazione del corpo di una donna che se non fatto dalla donna stessa ricade in una retorica terribile. I nostri diritti di auto affermazione sono sempre vacillanti in qualsiasi parte del mondo, vedere che ancora non siamo usciti da questa narrativa neanche in parte è demoralizzante ma in ogni caso dobbiamo resistere e parlare anche se cercano di zittirci o farci sentire stupide.
Lui ti ha accusata di ipocrisia perché anche le tue foto hanno al centro i corpi femminili. Che differenza c’è a livello di rappresentazione e messaggio veicolato?
La differenza sta nel fatto che sono una fotografa che lavora per il female gaze, ogni corpo ritratto da me non è un corpo sessualizzato, il corpo nudo di una donna è potente ma questo potere va usato nella maniera corretta perché se no può causare gravi danni. Il nostro corpo è un atto di protesta e per questo va utilizzato veicolando i messaggi nel modo più utile possibile per le altre donne. Mi ha accusato di ipocrisia perché non ha saputo leggere realmente ciò che ho scritto e cioè che è una «easy win» quando è un uomo a fare numeri con il corpo di una donna nudo. Non capisco quindi dove io non sia stata coerente come stessa o il mio lavoro.
Che ruolo gioca il fatto che lui sia un uomo in una posizione di potere?
Il fatto che lui sia un uomo in una posizione di potere gioca un ruolo molto importante, il nostro mondo è gestito da uomini in posizioni di potere e lui con l’accaduto di oggi ha esemplificato a pieno la dinamica che avviene anche in situazioni o circostanze più piccole. Una donna dice ciò che pensa in maniera educata (perché non ho mancato di rispetto a nessuno) e l’uomo, se viene colpito nell’ego, deve cercare di annientarla non solo a livello lavorativo ma anche personalmente e psicologicamente vedi il commento «you work sucks and your friends hate you» (che poi se dobbiamo dirla tutta i miei amici mi amano, non so se lui ne abbia ancora qualcuno).
Nel tuo lavoro come ti muovi quando si tratta di rappresentare nudi femminili o ragazze e donne in pose sensuali?
Nel mio lavoro avviene una totale e completa collaborazione con le donne con cui sono su un set, ogni persona è libera di spogliarsi o coprirsi quanto preferisce, non credo che solo la nudità sia potente ma anche un corpo coperto ha la sua immensa forza di protesta. Insieme scattiamo le foto con il loro totale consenso e poi le pubblico, tendenzialmente si tratta sempre di donne che condividono con me lo stesso pensiero e la stessa etica quindi siamo sempre molto felici di creare qualcosa di utile insieme.
Dove si trova quindi, secondo te, il confine tra arte e sessualizzazione/sfruttamento del corpo femminile?
Tutto sta nel significato che diamo a quel corpo, nel messaggio che vogliamo mandare e perché lo stiamo creando ma soprattutto chi vogliamo che sia il nostro pubblico e come vogliamo che reagisca approcciandosi a quella rappresentazione. Lì si trova il confine tra arte e sessualizzazione o mero sfruttamento di un corpo femminile.











