Passato il momento di stupore e visti i video virali su TikTok dove Ultimo e Jacqueline Luna Di Giacomo annunciano di aspettare un bambino, i fan vogliono sapere di più. Anche se i rumors aleggiavano da un po', il cantautore ha sorpreso tutti durante il suo ultimo concerto a Roma portando la fidanzata sul palco, baciandole il pancione e cantando per lei. Ma le notizie durano poco di questi tempi: sui social si parla già del toto-nomi (lui ha pubblicato un post con una misteriosa «E.» che fa propendere per Ettore, Elia o Enea) e di che genitore sarà Ultimo. A giudicare dal post che ha scritto dopo l'annuncio, come futuro papà vuole promettere al figlio la libertà di essere se stesso.
In una società che ci incasella e limita, non è una cosa da poco augurarsi da lasciare che la nuova persona che sta per arrivare riesca a trovare il proprio posto senza condizionamenti. Forse è la promessa più bella ed è così che si inizia a diventare padri. «Chiudo gli occhi e non riesco nuovamente a trovare pace. Mi rialzo. Accendo una sigaretta», scrive, «Ora che sto per diventare papà vorrei smettere davvero, mi dico. Basta cazzate Niccolò». Ultimo (28 anni all'anagrafe Niccolò Moriconi) ha anche deciso di prendersi un anno di stop dai concerti forse proprio per stare vicino al bimbo in arrivo e alla fidanzata ventiquattrenne, la cui storia familiare è complessa dato che non parla con sua madre, Heather Parisi, da 10 anni.
Jacqueline Luna Di Giacomo e ultimo stanno insieme dal «colpo di fulmine» nel 2020 e da allora sono inseparabili. «Non potremmo essere più diversi, eppure c’è qualcosa di così simile che ci accomuna e unisce… non ho ancora capito cosa sia… spero non basti una vita», ha scritto lei di recente su Instagram. Ora, per loro, inizia una nuova avventura. «Chissà se avrà un pianoforte come dolce amico anche lui, comincio a pensare»» scrive Ultimo nel suo post flusso di pensieri, «Anzi no probabilmente per quanta musica sentirà in casa, finirà per odiarla. Chissà se a scuola sarà in disparte come me o no. Spengo la sigaretta e penso che non gli imporrò di studiare pianoforte. Mi fischiano le orecchie nel silenzio mentre Roma rimane accesa a cullarmi. Se mi dirà che vuole diventare ingegnere spaziale, gli dirò vola. Se vorrà diventare medico, lo ringrazierò a vita da buon ipocondriaco. Se vorrà lavorare in un bar gli dirò che andrò a prendere il caffè da lui ogni mattina, se vorrà. Se durante l’adolescenza a scuola mi chiameranno dicendo “suo figlio ha la mente per aria”, sorriderò e saprò da chi ha preso».












