The Woman in Me, la biografia di Britney Spears che racconta i tormenti e i periodi bui della popstar, ha acceso i riflettori sul suo passato turbolento e sulle persone che le sono state accanto nei primi anni Duemila, quando era all'apice del successo. Justin Timberlake su tutti: il cantante degli N'Sync, conosciuto quando entrambi non erano ancora famosi sul set del Mickey Mouse Club, è rimasto accanto a Britney per diversi anni e fino alla rottura traumatica del 2002 avvenuta, a quanto racconta Spears nella biografia, «via sms». Al suo ex l'artista dedica decine e decine di pagine: la rivelazione più potente del memoir riguarda senz'altro quella dell'aborto volontario del bambino di Justin quando avevano 19 anni. Proprio intorno a questa interruzione di gravidanza, che Britney ammette di aver portato avanti solo per compiacere il suo fidanzato dell'epoca non ancora pronto per diventare padre, ruotano vorticosi i commenti degli haters di Timberlake, ad oggi schierati contro l'artista per i suoi comportamenti nei confronti della loro beniamina.
Secondo USWeekly Justin e sua moglie Jessica Biel non si aspettavano gli attacchi mediatici di Britney anche se il cantante ha fatto sapere di rispettare «la sua scelta di chiudere i conti col passato». Si è detto anche «molto dispiaciuto che i suoi comportamenti l'abbiano ferita così tanto». Una fonte vicina a Jessica Biel, con cui Timberlake è sposato dal 2012 e ha avuto due figli, ha fatto sapere che l'attrice è molto turbata per l'odio che il web e i fan di Britney stanno riversando sul marito, il quale ha già espiato i suoi peccati e ora «merita di vivere in pace».
Ma il fatto che Justin fosse molto giovane ai tempi della sua relazione con Britney non lo giustifica agli occhi di chi è convinto che si sia comportato molto male convincendo l'artista a procedere con l'aborto, tradendola ripetutamente (anche con una persona che «oggi è molto famosa e di cui per questo non farò il nome», come ha scritto Spears nel suo libro) e lasciandola «devastata» dopo il brusco addio. A Timberlake non viene perdonato in particolar modo uno dei suoi singoli di maggior successo, "Cry me a River", che oggi sappiamo essere una revenge song alla stregua di quella di Shakira contro Piqué: Justin l'aveva pubblicata da solista proprio nel 2002, dedicandola alla sua ex e accusandola di tradimento. A lungo, proprio a causa di questo singolo, Britney è stata giudicata dalla stampa la vera colpevole della fine della relazione.
E c'è un'altra canzone cui i detrattori di Justin Timberlake si stanno appigliando in queste ore, questa volta un successo di Britney Spears: la sua "Everytime" è oggi considerato il manifesto in cui, velatamente, raccontava la tristezza per l'aborto. Rivelato solo 20 anni dopo in The Woman in Me, quell'episodio oggi sembra rivivere nel video della canzone che, guarda caso, è diventato virale su TikTok.
Secondo altre fonti, Timberlake «sarà sempre dalla parte di Britney, ma sta cercando di distanziarsi dal chiacchiericcio intorno al libro. Si sono frequentati tantissimi anni fa e adesso fa tutta un'altra vita». Insomma, il passato è passato. Anche quello che finisce sotto gli occhi di tutti e continua a fare male.










