Nuovo colpo di scena e inversione di rotta nel caso Wanda Nara/Mauro Icardi. Perché se nei giorni scorsi ovunque si parlava di riconciliazione con le foto social postate da entrambi dalle Maldive e di una vacanza "riparatrice" con cui dare un’altra chance al loro matrimonio, oggi le ultime dichiarazioni della super modella descrivono uno scenario opposto. Intervistata da Vanity Fair, Wanda Nara ha detto tutta la sua verità sul divorzio annunciato a fine settembre ma più volte "ritrattato".
Se Totti e Ilary Blasi hanno avuto un articolo sul New York Times, Wanda Nara e Mauro Icardi non sono stati da meno in quanto a copertura mediatica wordwide. Soprattutto in Sud America non si è parlato d’altro per settimane, del tradimento di lui con China Suarez, il perdono di lei e poi il dietrofront con l'amicizia speciale della modella al rapper L-Gante. Oggi è lei a rompere il silenzio e spiegare i motivi della rottura che non ha a che fare, solo, con terzi incomodi.
«Abbiamo firmato la separazione. Mauro non voleva ed è stato difficilissimo, perché io a lui voglio ancora molto bene. Ma le cose non andavano, in casa l’atmosfera era pesante e a un certo punto gli ho detto: "Fermiamoci". Poi sono partita per l’Argentina», ha raccontato l'influencer a Vanity Fair sulla fine del matrimonio durato sei anni e raccontato in ogni dettaglio sui social.
La modella nega il flirt con il rapper L-Gante, spiegando come le foto di un loro presunto bacio siano frutto di un'inquadratura ad hoc architettata dei paparazzi. Una «fuffa» che ha fatto infuriare molto l'ex marito, che per la rabbia l'ha definita in una diretta Instagram «tossica e ridicola». Offese che hanno ferito molto Wanda Nara: «Quello mi ha urtato più del tradimento. Era troppo geloso di questo rapper».
Necessario un passo indietro al tradimento del calciatore con la modella argentina China Suarez. «Non me lo aspettavo, Mauro non mi aveva mai dato motivo per essere gelosa. È stato brutto, però poi ho capito che non viviamo in una favola Disney e che certe cose possono capitare. Io ho conosciuto Mauro che aveva 18 anni, non aveva neanche avuto il tempo di fare un po’ di esperienza», ha detto spiegando la decisione di perdonare il compagno.
Wanda Nara ammette di voler ancora bene a Mauro Icardi e di aver condiviso con lui momenti di passione fino a poco prima che lei partisse per l'Argentina: e allora perché la decisione di dirsi addio? «La verità è che io ho avuto cinque figli, li ho allattati tutti, li ho cresciuti e mi sono dedicata a loro per 10 anni. Ultimamente avevo espresso a Mauro il desiderio di tornare a lavorare, e a lui non faceva piacere», ha detto Wanda confessando per la prima volta il motivo principale per cui a suo dire, la coppia sarebbe scoppiata.
«È raro che la moglie di un calciatore lavori. Io per tanto tempo mi sono occupata solo di figli e marito, ma ora voglio riprendermi il mio tempo. E tornare a svolgere la mia professione», ha continuato, «in Argentina mi continuano a proporre programmi da condurre e a me la televisione piace molto. Anche in Italia ho due progetti che dovrebbero partire a marzo. Questo non significa trascurare i bambini: Mauro si allena due ore al giorno, il resto del tempo è a casa. Può aiutarmi lui, no?».
Per la modella la fine del matrimonio è dunque da attribuire al suo desiderio di libertà e indipendenza che l'ex marito non supporterebbe in toto (lei è la sua procuratrice e questo non è un problema ndr). «Non gli piace l’idea che io sottragga attenzioni alla famiglia. Mentre per me l’indipendenza è fondamentale: è la via per la libertà. Quindi lui ogni due per tre prova a riconquistarmi, l’altro giorno è venuto a prendermi in aeroporto con la macchina piena di fiori, poi mi ha portato fuori a cena e mi ha detto: “Non mi arrendo”. Benissimo, ma io so già che, se tornassimo insieme e tra due mesi gli accennassi una nuova proposta di lavoro, saremmo punto e a capo». Non sapendo cosa riserverà il futuro, l'ultimo pensiero è al passato: «mia madre da giovane faceva l’attrice. Ha conosciuto mio padre e ha smesso. E io, nel 2022, non posso permettere che la storia si ripeta».









