Sono passate settimane dall'annuncio ufficiale di uno dei matrimoni più celebrati d'Italia. Non li conosciamo, non sono nostri amici, non sappiamo molto della sfera privata dei Totti, al netto di quanto ci hanno raccontato loro in questi anni. Eppure sapere che il loro matrimonio, dopo 17 anni, è finito, ci ha resi davvero tristi. Anticipata da mesi di gossip, poi smentita dagli stessi protagonisti per salvaguardare la serenità dei tre figli avuti nel corso del loro matrimonio, Francesco Totti e Ilary Blasi hanno infine confermato la loro separazione con un comunicato asciuttissimo, che non lascia spazio né a riconciliazioni, né a repliche. E poi, perché replicare: se un matrimonio finisce le ragioni dovrebbero essere note solo ai diretti interessati, non al mondo intero. Anche se il mondo intero tifava per loro.

Sul web, dopo l'annuncio del comunicato in arrivo che era giunto alle redazioni giornalistiche ore prima dell'effettiva uscita, circolano meme, post e immagini della storia tra Ilary e Totti che ripetono, come un mantra: «Se è finita anche per loro, non crederò più nell'amore», oppure «Mancano giusto i Beckham, se si mollano io abbandono ogni speranza», quest'ultimo in riferimento a un'altra coppia (apparentemente) inscalfibile dello showbiz, ovvero David Beckham e sua moglie Victoria. Perché abbiamo proiettato così tante emozioni su Totti e Ilary? E perché siamo così tristi che si siano lasciati, anche se non siamo loro parenti, amici, persone a loro vicine?

Quella coppia così umana, così normale

Di Ilary e Totti, che si sono messi insieme nei primi anni 2000 e poi sposati nel 2005, ci è sempre piaciuta quella spontaneità lontana anni luce dai personaggi della tv, quella genuinità non affettata, di certo non recitata, ma nativa di entrambi. Non fingevano, non mentivano, non millantavano: erano proprio così, Ilary e Francesco, la prima, ai tempi, con la carriera televisiva ancora tutta da plasmare, il secondo già dio del calcio romano, italiano e mondiale. Quel modo di dimostrarsi amore, così fresco, così diretto, ci ha conquistati: chi se lo dimentica quel "6 unica" sulla maglia del campione durante il derby Roma-Lazio stravinto da Totti e dai suoi nel 2002, come fosse la pagina di un diario stampato su una t-shirt. Quelle dediche urlate con gioia dopo aver ufficializzato l'unione con i media, e poi le nozze che hanno acceso la Capitale, la famiglia costruita con amore e passione, il tifo sfegatato di lei alle partite di lui, il sostegno di Totti, sempre e comunque solido, per la carriera in ascesa di lei. Li avevamo scambiati tutti per l'ennesima coppia calciatore-velina, e d'altronde sono stati gli apri-fila di tutti quelli che, sullo stesso modello mediatico, sono venuti dopo. Sono stati molto di più.

Sembravano perfetti e lo sono stati davvero, Ilary e Francesco. Si sono amati e quell'amore è finito, come capita a tanti. C'è già un'altra, nella vita di Totti: si chiama Noemi Bocchi e il suo volto, il suo passato e soprattutto il suo presente sono già ovunque. Su di lei pesa ora, ingiustamente, l'onta di aver separato due persone che sembravano incollate insieme dallo stesso destino. Solo che in realtà non lo erano: succede e succederà ancora, anche a chi sembra indistruttibile.

Il fatto che ci sentiamo così coinvolti dalla fine della storia Totti-Blasi è un riflesso di ciò che sono stati non solo a livello mediatico ma anche su quello privato: li ricordiamo e sempre li ricorderemo come appassionati e teneri, caciaroni e allegri, innamorati pazzi ma sempre ben ancorati a terra, felici dei successi reciproci, belli come il sole, sopra le righe e un po' "burini", ma sempre diretti, spontanei e veraci. Forse ciò che ci intristisce di più è la consapevolezza che a chiunque possa succedere la stessa cosa, senza un perché o con tanti perché, di botto o dopo una lenta agonia. Ed è per questo che ci sentiamo così empatici con i protagonisti di questo amore e così coinvolti dal suo epilogo, anche se non è il nostro amore, anche se non lo è mai stato.