Il 5 luglio, Britney Spears, insieme al marito Sam Ashgari, si trovava a Las Vegas per assistere a una partita dell'NBA. Desiderosa di scattare un selfie con il campione dei San Antonio Spurs Victor Wembanyama, Spears si sarebbe avvicinata al giocatore e sarebbe stata colpita da un ceffone in pieno viso da parte di un membro della sua sicurezza, il quale avrebbe detto poi (come se fosse una giustificazione), di «non averla riconosciuta». Questa è solo l'ultima, in ordine cronologico, delle sfortune - in una lunga lista di sventure - di una delle popstar più acclamate del mondo, figlia di una storia tragica che sembra non avere mai fine.

Un anno e mezzo dopo la fine agognatissima della conservatorship da parte di suo padre, ovvero di una tutela legale durata decenni in cui la cantante non ha potuto in alcun modo decidere per sé stessa perché considerata incapace, da un punto di vista psicologico, di prendersi cura di sé, dei suoi affari, dei suoi figli e del suo benessere, le cose, per Britney, non sembrano ancora andare bene. Le voci di crisi con il marito Ashgari, che ha sposato durante quella che è stato definita «uno delle cerimonie più strane della storia» (le foto e i video girati quel giorno, il 9 giugno del 2022, a molti utenti sono sembrati finti, come se Britney e i suoi presunti ospiti vip non fosse davvero presente all'evento), inseguono la coppia; l'insinuazione, attribuita dal Sun all'ex di Spears Kevin Federline (che poi ha smentito), di una dipendenza della cantante dalle metanfetamine, ha riacceso vecchie ferite; le teorie secondo cui Britney sarebbe stata soggiogata da Ashgari che tengono banco su Tiktok alimentano la preoccupazione mai placata nei confronti dell'artista. C'è addirittura chi pensa che Britney in realtà sia morta e che quelli che si vedono online siano video manipolati da chi vuole sfruttare il suo patrimonio e il suo potere mediatico fino alla fine.

Per fortuna verso Britney i fan hanno un atteggiamento a dir poco protettivo: da sempre Spears è considerata una persona fragile, mal consigliata e poco protetta, soprattutto nel periodo della conservatorship, contro la cui abolizione il movimento #FreeBritney si è aspramente battuto, riuscendo poi nell'impresa grazie al parere favorevole di un giudice, nel 2021. Ma revocare la tutela legale non è bastato a salvare Britney, che è ancora la donna fragile e sovraesposta che era nel 2007, anno del suo tracollo più eclatante e più dolorosamente pubblico. Se la fonte del suo malessere sia Ashgari, come pensa lo zoccolo duro dei suoi fan, o un management ancora una volta poco avveduto e poco accudente nei confronti dell'artista, non è dato sapere. Intorno a lei regge una coltre scura di menzogne, mezze verità, insinuazioni e cattiverie. Quello che si percepisce, nei video social di Britney, è che i suoi guai non sono finiti con la fine della conservatorship: a chi le vuole bene e la segue dalla prim'ora appare evidente che la cantante avrebbe bisogno di amici fedeli, non di collaboratori. Il quarto tempo di Britney Spears - il primo lo ha vissuto da giovanissima, negli anni del successo globale, il secondo con la conservatorship, il terzo corrisponde al presente, al limbo in cui sembra trovarsi ora - forse sarà davvero quello della sua rinascita: chi canta con lei le sue canzoni sin dalle prime note non fa altro che augurarselo.