Re Carlo III ci ha messo 70 anni a entrare nel cuore di sudditi e pubblico e, ora che è finalmente stato incoronato, non può ancora dire di esserci pienamente riuscito. Sette decenni in attesa di un trono sono tanti: il suo è un destino bizzarro che, finalmente compiuto, non sembra dare i frutti sperati. Il figlio William, suo erede e prossimo re, parrebbe avere davanti un attesa meno invadente, almeno da un punto di vista anagrafico. Dal 10 settembre, intanto, è diventato, con la moglie Kate, principe del Galles, il titolo più blasonato nel sistema monarchico britannico dopo quello di sovrano: 41 anni il 21 giugno, il principe William è entrato nel vivo di una carriera reale per cui è sotto i riflettori sin dalla nascita. Eppure, come già capitato a suo padre Carlo, anche per lui qualcosa non quadra.
Gli indici di gradimento dei sondaggi sui membri della famiglia britannica indetti a più riprese dai tabloid britannici e da enti governativi e indipendenti vedono infatti al primo posto, e in modo ricorrente, l'impeccabile Kate, principessa del Galles, madre di tre figli, esempio vivente di abnegazione e dedizione alla causa della Corona. Per tanti, la vera forza dietro il trono. William, che in effetti dei Windsor dovrebbe essere il futuro, in questa narrazione sembra sempre relegato in seconda posizione.
Diventa protagonista della storia solo se a condurre il gioco è il gossip. Le voci insistenti di una sua relazione con la bella marchesa Rose Hanbury, per anni vicina di casa dei principi del Galles nel Norfolk e moglie di uno dei membri più illustri della corte di Carlo III (David, settimo marchese di Cholmondeley) lo inseguono dal 2019, si sono riaccese nel 2022 e lo hanno perseguitato per tutto il 2023, anno della sua ascesa. Impossibile dire cosa ci sia di vero - certo è che l'infedeltà non è solo un'esclusiva del popolo, pure i principi possono cadere nella sua trappola - ma i rumors puntano a decostruire l'immagine di perfezione creata da William e Kate in oltre dieci anni di matrimonio, o comunque a esaltare la principessa del Galles come esempio di virtù e sopportazione della storia extraconiugale del marito e a distruggere lui come copia fatta e finita di suo padre.
William, dal canto suo, continua a ignorare le critiche e le accuse e procede spedito coltivando le cause che più gli stanno a cuore, almeno pubblicamente. Il suo fiore all'occhiello sono Earthshot Prize, progetto di portata globale nato nel 2020 che, annualmente, punta a trovare e finanziare idee per salvare il pianeta. Il 17 giugno, nella sua prima intervista ufficiale da principe del Galles, William ha rivelato al Sunday Times di voler usare parte del terreno del ducato di Cornovaglia, enorme patrimonio (non solo immobiliare) che ha ereditato con l'acquisizione del suo nuovo titolo, per «aprire una casa di accoglienza per persone senza fissa dimora», una causa molto sentita anche da sua madre, Diana Spencer. In queste parole, non a caso rilasciate alla vigilia del suo compleanno, William ha cristallizzato il suo lavoro nei prossimi anni. «Per le persone è difficile capire che ciò che facciamo ogni giorno, tra eventi, cene, incontri, sia finalizzato ad aiutare gli altri. Ma il mio obiettivo è far capire a tutti cosa muove la nostra famiglia», ha aggiunto.
Sul fronte personale, in particolare per quanto riguarda i rapporti col fratello Harry e la cognata Meghan, le cose non sembrano invece essere così definite. Il legame spezzato dei fratelli Windsor continua a ispirare fiumi di parole, articoli, analisi: nessuno vuole rassegnarsi all'evidenza, ovvero che la salda alleanza tra due ragazzi rimasti orfani di madre troppo giovani si è sgretolata. William, che nelle biografie sui Windsor è descritto all'unanimità come un ragazzo soggetto ad attacchi di rabbia fugaci ma incendiari (che solo la moglie Kate, pare, è in grado di spegnere), sembra non poter accettare né capire la fragilità del fratello, le derive differenti che i loro tormenti hanno preso nel corso degli ultimi 20 anni.
Il principe William stenta, in quello che dovrebbe essere il periodo più fortunato della sua carriera reale, a emergere. Lungimirante com'è, sa che la figura di sua moglie Kate, così vitale per gli equilibri pubblici della Corona così come per quelli privati dei loro figli e della loro famiglia, è intoccabile. E che dovrà attendere il suo turno, lasciando i meritati riflettori a suo padre Carlo, ritagliandosi più nicchie che può in attesa del suo grande giorno. Nel frattempo non gli resta che lavorare, per dimostrare a sé e al mondo che l'essere nato principe non è più un dono divino ma un privilegio da meritarsi, giorno dopo giorno.














