Difficile trovare un gossip più longevo, tra quelli pur numerosi sulla famiglia reale britannica, di quello riguardante la paternità del principe Harry. Secondo diverse fonti e rumors che si susseguono incessanti da decenni, il secondogenito di Diana Spencer non sarebbe figlio di Carlo d'Inghilterra ma di uno dei suoi amanti più noti, il maggiore James Hewitt.

Il gossip ha attraversato il tempo e lo spazio, per poi arrivare tra le pagine di Spare, la biografia del principe Harry, in cui il duca di Sussex ha citato le conversazioni con suo padre proprio riguardo alla sua paternità. Nel libro, il principe ha ammesso di essere ben conscio dei pettegolezzi legati all'identità del suo vero padre: «Una delle origini di
queste voci erano i capelli rossi del maggiore Hewitt, ma un’altra era di sicuro il sadismo. I lettori dei giornali scandalistici erano deliziati all’idea che il figlio minore del principe Carlo non fosse suo figlio. Per qualche ragione non si stancavano mai di questo “scherzo”; magari l’idea che la vita di un giovane principe fosse una farsa li faceva sentire meglio quando pensavano alla propria».

Diana Spencer e Hewitt, un tempo maggiore dell'esercito britannico, in effetti ebbero una turbolenta relazione a partire dal 1986, storia poi durata a fasi alterne per i successivi cinque anni. Anche se le date non tornano (il principe Harry infatti è nato nel 1984), il gossip ha preso piede fomentando teorie del complotto e cospirazioniste che vorrebbero il maggiore d'accordo con Diana per nascondere la verità.

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Il principe Carlo e il maggiore Hewitt nel 1991, avversari in una partita di polo

In Spare, Harry si è lungamente soffermato sulla questione, raccontando il suo malessere già messo alla prova dal fatto di essere "la riserva dell'erede al trono", ovvero il fratello maggiore William. «Non aveva importanza il fatto che mia madre avesse conosciuto il maggiore Hewitt solo molto tempo dopo la mia nascita», ha scritto Harry nel suo memoir. «Quella storia era troppo gustosa per lasciarla cadere. La stampa continuava a rimaneggiarla, la arricchiva di particolari e corse persino voce che alcuni giornalisti fossero a caccia del mio DNA per dimostrarla: quella fu la prima avvisaglia che, dopo aver torturato mia madre e averla indotta a nascondersi, la prossima vittima sarei stato io».

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Il maggiore Hewitt a un evento del 2015. A lungo si è favoleggiato sulla sua somiglianza con Harryg

Come riportano ormai tutte le cronache sulla principessa di Galles e sui suoi molti amanti negli anni tormentati del suo matrimonio con Carlo, Diana e Hewitt si erano conosciuti durante le lezioni di equitazione che il maggiore impartiva alla principessa del Galles. Sbocciata nelle scuderie, la passione tra i due diventò poi motivo di sotterfugi e intrighi per permettere al maggiore di introdursi a Kensington Palace, dove Diana viveva, senza essere visto dai fotografi.

La relazione, terminata per via del trasferimento in Germania di Hewitt e delle voci che avevano preso a circolare insistentemente in merito alla relazione con Diana, finì nella bufera nel 1992, quando il maggiore scelse di raccontare dettagli intimi di quell'amore alla giornalista Anna Pasternak, autrice di una delle biografie non autorizzate più controverse sulla principessa del Galles. Nella famosa intervista con la BBC rilasciata nel 1995 a Martin Bashir, Diana ne parlo come di «un evento angosciante», un tradimento massimo alla sua fiducia da parte di una persona di cui era stata realmente innamorata.

Non pago di questo sgarbo, a due anni dalla morte di Diana, nel 1999, Hewitt pubblicò anche un libro a suo nome, Love And War, in cui arrivava addirittura a rivelare il contenuto delle lettere frutto di un'intensa corrispondenza tra i due mantenuta fino ai primi anni Novanta.

Nel 2017, tormentato dalle voci sulla paternità del principe Harry, aveva poi rilasciato un'intervista in cui le negava senza ombra di dubbio. Nel programma televisivo Sunday Night in onda sulle reti australiane, il maggiore aveva detto: «Tutte bugie, che servivano per vendere più giornali, e non hanno fatto bene a Harry».

Di quel dolore, a quasi 40 anni dalla diffusione del gossip, il principe ha discusso lungamente in Spare. «Ancora oggi, quasi ogni mia biografia o i lunghi profili che giornali e periodici pubblicano su di me accennano al maggiore Hewitt e considerano con una certa serietà la possibilità che sia mio padre, compresa una descrizione del momento in cui papà mi fece sedere per una vera conversazione a due, rassicurandomi che il maggiore Hewitt non era mio padre. Una scena dipinta a tinte vivaci, struggente, commovente e del tutto inventata. Se papà avesse rimuginato sul maggiore Hewitt, di sicuro avrebbe tenuto per sé quei pensieri».