Ciò che fa di Blanco il ragazzo della porta accanto, è quel senso di genuinità tipica di chi ai sogni ha creduto e continua a crederci. La sua umanità traspare nelle canzoni, ma anche in quei gesti inaspettati che è capace di regalare su importanti palchi, davanti a 30 mila persone, come quelle presenti a Roma all’Ippodromo delle Capannelle. È lì che Blanco ha fatto parlare ancora una volta le emozioni decidendo di chiamare sul palco papà Giovanni (Fabbriconi) e cantare al suo fianco “Notti in bianco”. «Adesso voglio sul palco una delle persone più importanti della mia vita, mio papà. Colui che c'è sempre stato, che dall'inizio ha sempre creduto in me. Dove sei papà?», Blanco è diventato per un attimo semplicemente Riccardo, un giovane di 19 anni capace di riconoscere l’amore unico e incondizionato dei genitori.

E quel legame per la sua famiglia, Blanco, lo ha sempre dimostrato. «È nato tutto dai nostri genitori», aveva raccontato il cantante di “Blu celeste” pochi giorni prima di Sanremo, spiegando il motivo della scelta di “Brividi” come brano per la kermesse musical. «Avevamo chiuso il brano, stavo tornando a casa e in macchina gli ho detto che avevo registrato una canzone con Ale (Mahmood, nda). Di solito mi dicono che è bella sì, ma stavolta hanno commentato proprio con “bellissima”, anzi, mio papà l'ha buttata lì: “Oh, questa è da Sanremo”. Ho scritto subito ad Ale imbarazzato, facendogli la proposta».

E proprio dal Festival della Canzone il suo talento, che era già conosciuto a tantissimi, è diventato visibile a tutti. Da una cameretta nella provincia di Brescia al Festival fino a una tournée tutta sold out che oggi è arrivata a quasi metà del suo percorso. Davanti ci sono ancora più di 10 tappe, tra Olbia, Napoli, Catania, Milano e altre città (compreso l'appuntamento di Genova, annullato il 24 giugno). Ma ogni palco è diverso, ogni serata sembra portare nel cuore dell’artista qualcosa di nuovissimo e anche dimenticato. «Dopo il concerto ho pianto, non lo facevo da tanto», ha scritto la scorsa settimana al termine di un live. «Per una serie di motivi dolore, gioia di quel momento e la bellezza anche dell’imperfezione, della sfortuna e la fortuna di come succedono le cose. Sono un ragazzo normalissimo che ha iniziato a scrivere nella cantina di casa sua 3 anni fa per gioco perché amavo la musica. Stasera 40 mila persone hanno cantato una canzone scritta proprio in quella cantina con una penna blu su un quaderno a righe di scuola». Una penna blu che non può più rimanere senza inchiostro perché le parole di Blanco parlano di realtà. Quella bellissima e quella che fa male.