Nel 2011 e nel 2013, mentre stava girando le scene di una delle serie più amate, discusse e indimenticabili dell'ultimo ventennio, ovvero Game of Thrones, Emilia Clarke ha vissuto l'esperienza più difficile e segnante della sua vita: un doppio aneurisma cerebrale, che l'ha portata sul tavolo operatorio due volte e a rischiare seriamente la vita. Le conseguenze di quelle operazioni sono ancora al centro dei racconti dell'attrice, che ha da poco debuttato a teatro con l'opera The Seagull. Proprio durante un'intervista promozionale della pièce, la mai troppo compianta Daenerys Targaryen ha raccontato che ancora adesso il ricordo di quei momenti la accompagna, ricordandole che parte del suo cervello, spento durante gli ictus subiti, non tornerà più.
«C'è una parte del mio cervello che ad oggi non funziona più, è stupefacente che io sia in grado di parlare e di vivere la mia vita normalmente», ha raccontato l'attrice. «Faccio parte di quella piccola, piccola minoranza di persone che riesce a sopravvivere a tutto questo. Mi dico: questo è ciò che sei. E questo è il cervello che ti rimane. Così è inutile continuare a pensare a come sarebbe potuto essere, perché ciò che hai è grandioso, e puoi far funzionare tutto».
Il cervello di Emilia Clarke si è adattato a ben due operazioni, riassestandosi su un nuovo equilibrio e permettendole di vivere una vita piena, intellettualmente impegnata e ricca di successi. L'attrice ha parlato spesso di quegli anni difficili: in pezzo scritto di suo pugno sul New Yorker nel 2019 si era aperta per la prima volta sul tema senza nascondere i suoi stati d'animo, la paura provata, l'angoscia per la possibilità di un non-risveglio dopo le operazioni.
In quell'articolo Clarke ha raccontato che, nel 2011, era nel pieno delle riprese di Game Of Thrones, all'epoca in produzione con la prima stagione. L'attrice ha riportato al New Yorker che in quel periodo era molto stressata, concentrata sulla carriera e sull'aspetto fisico: proprio all'apice di quella prima ondata di successo, ha cominciato a stare molto male. «Durante il primo attacco», aveva detto in quell'occasione «cercavo di richiamare alla mente alcune battute della serie, per mettere alla prova la mia memoria». Dopo una prima operazione per arginare le conseguenze dell'aneurisma, Emilia si è risvegliata senza sapere dove fosse, visibilmente provata e con i sensi affaticati dall'esperienza. «Sono un'attrice, il mio lavoro consiste nel ricordare le battute. E a quel punto invece non sapevo neanche più il mio nome». Dopo un periodo di momentanea afasia, Clarke è tornata al lavoro senza raccontare pubblicamente l'accaduto e rendendolo noto solo ai piani alti della produzione di Game of Thrones.
Nel 2013, al giro di boa della terza stagione e con la carriera teatrale di Emilia ben avviata a Londra, un nuovo, terribile attacco, che questa volta l'ha portata a subire un'operazione ben più invasiva della prima. «Sono rimasta un mese in ospedale e, a un certo punto, ho perso la speranza. Non riuscivo a guardare nessuno negli occhi. Ho avuto diversi attacchi di ansia e di panico». La storia di Emilia Clarke ha poi avuto un lieto fine: non tutti quelli che subiscono ciò che è successo a lei possono dire lo stesso. Sul New Yorker Emilia aveva concluso che arrivare alla fine di Game of Thrones per lei era stato il successo più grande, visto come l'avventura era iniziata: la conclusione di un periodo drammatico che l'aveva portata a mettere in discussione e a temere per la sua vita, per la sua carriera e per i suoi sogni.











