Della sua storia di violenza, dello stupro e del trauma vissuto, Alexandria Ocasio-Cortez aveva già parlato altre volte. La trentaduenne deputata Democratica è sempre in prima linea per la lotta ai diritti civili e per la libertà delle donne e ora, di fronte alla decisione della Corte Suprema, è tornata a parlare della sua esperienza: «Allora», ha detto, «dopo lo stupro avrei potuto scegliere se abortire». Come sarà invece il futuro, ora che il diritto all'aborto negli Usa non è più tutelato? Ora che i singoli Stati possono scegliere se limitarlo o addirittura abolirlo? Cosa faranno le ragazze nella sua stessa situazione? «La gravidanza forzata è un crimine contro l'umanità», ha scritto Alexandria Ocasio-Cortez su Twitter.

Ocasio-Cortez, davanti agli attivisti che protestavano contro la decisione della Corte ha ricordato un momento molto preciso: quando era seduta in un bagno di New York, in attesa del risultato di un test di gravidanza dopo essere stata stuprata. «Quando avevo circa 22 o 23 anni, sono stata violentata mentre vivevo qui a New York City», ha ricordato alla folla riunita a Union Square Park. «Ero completamente sola. Mi sentivo completamente sola». Così ha fatto un test di gravidanza in un bagno pubblico: «Quando ero là seduta aspettando il risultato, tutto quello che mi restava da pensare era: grazie a Dio ho, almeno, una scelta. Grazie a Dio posso, almeno, avere la libertà di scegliere il mio destino. Non sapevo allora che il test sarebbe risultato negativo. Ma non conta». No, non conta perché quello che conta - quello che dovrebbe contare - è la libertà decisionale, la possibilità di ogni singola donna di poter decidere del proprio corpo, in ogni caso.

alexandria ocasio cortez e l'esperienza con stupro e abortopinterest
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Alexandria Ocasio-Cortez parla a una manifestazione pro-choice dopo la decisione della Corte Suprema

AOC ha chiesto al presidente Joe Biden di reagire con fermezza alla decisione della Corte Suprema facendo tutto quello che è in suo potere, aprendo «immediatamente delle cliniche per l'aborto su terreni federali negli Stati repubblicani che imporranno il divieto». «Ci sono delle azioni che il presidente può mettere in campo, subito. Questo è il primo passo, il più piccolo», ha detto, ricordando che «questa non è una questione di diritti delle donne, è un argomento che riguarda tutti noi».