Ci ha fatto cantare al liceo con i Club Dogo, quando dopo scuola si rimaneva in piazzetta, e abbiamo ballato sulle note di Badabum Cha Cha; ci siamo commossi con Persona, che Rolling Stone ha nominato migliore album dell'anno, e a distanza di due mesi dalla sua uscita conosciamo già a memoria le canzoni di Noi, loro, gli altri. Marracash, Marra, King del Rap, comunque si faccia chiamare, stiamo parlando di uno degli artisti più versatili, profondi e introspettivi non solo della scena rap, ma del panorama musicale italiano. Capace di raccontare la vita del suo quartiere, la Barona, con i suoi versi Marracash ci presenta i suoi compagni di vita, ci trascina tra le scorribande dei ragazzi di periferia, fino all'estasi dei primi concerti e del successo, condiviso con nomi del calibro di Guè, Jake la Furia, Emis Killa, Fabri Fibra, Crookers, The Bloody Beetrots e molti altri.
Marracash: il quartiere Barona e gli inizi
Fabio Bartolo Rizzo, in arte Marracash, nasce a Nicosia, in Sicilia, nel 1979. Figlio di un padre camionista e di una madre bidella, cresce prima in Paolo Sarpi, oggi Chinatown, per trasferirsi poi alla Barona, nella periferia sud-ovest della città. Il nome Marracash è nato dal fatto che il rapper veniva chiamato marocchino a scuola dagli altri bambini, per i tratti somatici del suo volto.
Esordisce come rapper nella Dogo Gang negli anni '90, quando rappa insieme a Guè Pequeno, Jake La Furia, Don Joe (futuri Club Dogo), ma anche insieme a Dargen D’Amico e Vincenzo Da Via Anfossi. In questi anni, Marracash accompagna i club Dogo nella loro ascesa al mainstream.
L’ascesa di Marracash: di quando portò gli elefanti in Barona
Nel 2008 esce il primo disco solista di Marracash pubblicato dalla Universal. Il disco è stato anticipato dal singolo Badabum Cha Cha, tormentone estivo di quell’anno, che lo vede cavalcare niente meno che un elefante con le sue iniziali sul drappeggio. Il primo disco di Marracash contiene tutti gli elementi che contraddistinguono la poetica del rapper milanese: le rime taglienti, il racconto della periferia.
Nel 2010 pubblica, sempre con Universal, il suo secondo album Fino a qui tutto bene, il cui titolo è citazione di La Haine, film francese del 1993.
Dal 2010: Guè e Persona
Dopo i primi due album da solista, Marracash fonda Roccia Music, nel 2013, l'etichetta che ha sostenuto moltissimi artisti oggi diventati celebri anche grazie a lui. A farne parte, tra le vecchie guardie della generazione post-muretto, sono stati Jake La Furia, Don Joe, Guè, cui si aggiungono alcuni nomi quali Shablo, Lukè da Napoli, Achille Lauro e Fred De Palma.
Nel 2016 uscì l’album Santeria insieme a Gué Pequeno, e seguì un periodo caratterizzato unicamente da collaborazioni per Marracash, fino al 2019, in cui ha pubblicato l’album Persona in autunno, venendo nominato album migliore dell’anno da Rolling Stone.
Dopo un periodo emotivamente duro, di isolamento e vicissitudini personali a causa di una relazione che lui ha definito tossica (finita, per poi iniziare la storia con Elodie), il rapper ha deciso di usare la scrittura di questo album come catarsi.
L’album è ispirato al concetto di doppio, le cui origini vanno trovate nel disturbo bipolare che gli è stato diagnosticato in quel periodo. Ogni canzone prende il nome di una parte del corpo, l'album allegoria della sua, appunto, Persona.
Noi, loro, gli altri e la relazione con Elodie
Dalla relazione tossica che Marracash racconta nel singolo Crudelia - I nervi dell’album Persona, il rapper ne è uscito con una storia felice con la meravigliosa Elodie. La storia, purtroppo, è finita quest’anno, ma la cantante ha speso parole unicamente positive per il suo ex. La storia è stata seguita da un risalto mediatico non indifferente, perché non era chiaro se ci fosse effettivamente una crisi oppure no.
Nonostante la rottura, però, Elodie appare nella copertina del nuovo album Noi, loro, gli altri, e anche nel video di Crazy Love, canzone che Marracash ha usato per esorcizzare la rottura con la cantante.
Noi, loro, gli altri è l’ultimo album di Marracash, pubblicato a sorpresa, anticipato con un annuncio nelle Instagram Stories del rapper solo due giorni prima. Come in Persona, Marracash è sempre più Fabio Rizzo nella creazione dei testi, una persona adulta che non smette mai di usare la musica per esorcizzare i propri demoni. L’album ha un carattere molto provocatorio e polemico nei confronti dello star-system di oggi, fatto di influencer e social network. Due delle canzoni dell’album, Pagliaccio e Cosplayer, hanno portato a galla una tensione che era presente tra lui e Fedez dal 2017, per via di alcune presunte e confermate frecciatine che Marracash ha fatto nei suoi confronti.












