Se lo avessero chiamato Eva Kant nessuno si sarebbe offeso, dato che anche la percentuale di presenza in scena sposta l’asticella verso la protagonista femminile, interpretata da Miriam Leone. Al suo fianco un algido Luca Marinelli nei panni di Diabolik. Adattamento cinematografico delle avventure del personaggio creato da Angela e Luciana Giussani, Diabolik è diretto dai Manetti Bros, e arriva al cinema dal 16 dicembre distribuito da 01 Distribution.
«Quando ho letto la sceneggiatura non ho provato invidia per i personaggi maschili. In genere, quando ricevo un copione, vorrei sempre interpretare le parti riservate agli uomini. In questo caso non è stato così», racconta Miriam Leone durante la conferenza stampa del film. «Mogliettina un corno», esclama Eva Kant quando, per la seconda volta nell’opera dei Manetti Bros, corre a salvare il suo partner in crime. Perché è questo che sono Eva e Diabolik, una coppia alla pari che si rispetta e ama. Che impara a conoscersi e fidarsi incondizionatamente.
Innovativo nel 2021, figuriamoci negli anni ’60, periodo in cui le sorelle Giussani diedero vita su carta a questi due personaggi che sono rimasti nel tempo. Non è un caso infatti che per il film sia stato scelto proprio il terzo albo della serie originale, quello che segna l’ingresso in scena di Eva Kant, perché non ci sarebbe alcun Diabolik senza di lei.
«Eva Kant è stata una femminista ante litteram, prima dei movimenti del ’68. Una donna sicura di sé, che non deve dimostrare nulla a nessuno, e non ha paura di utilizzare la sua femminilità», arma che molto spesso, per affermarci in una società patriarcale, da donne mettiamo da parte. Eva Kant, interpretata da Miriam Leone, ci insegna ancora oggi a non nasconderci, e a brillare come diamanti. Perché i veri uomini non hanno paura delle donne forti, perché ci si può supportare a vicenda e senza invidie, perché le vere relazioni si basano sulla fiducia, sia nel crimine sia nell’amore.












