Corpo e cervello lo sanno nell’attimo stesso in cui succede. Non ti piace, ti imbarazza, vorresti fermarti o continuare, fare altro oppure esprimere apertamente una preferenza e infine cedi al pensiero per cui assecondare sia il modo migliore di comportarsi. Perché per quanto il sesso abbia dei vantaggi (l’amore dura faticosamente finché dura l’amore, il sesso ha a che fare con l’idea meravigliosa e straordinaria di concentrare tutte le energie in un unico atto transitorio), parlarne non è ancora così semplice. «Peccato, perché bisogna vivere la vita adesso, e noi ci facciamo troppe paranoie», come dice Chadia Rodriguez che da qualche giorno è conduttrice di Sex, Lies and Chadia, un talk show su Discovery+ (dal 4 dicembre) di racconti che richiama il cultissimo Loveline di MTV con Camila Raznovich. Sesso e piccole bugie perché l’uno è connaturato all’altro, «manca l’educazione al sesso, c’è ancora tanta vergogna». Una serie di ospiti (Gordon, Federica Carta, Elena Morali), un’esperta e Chadia, 23 anni, ormai volto noto della scena urban italiana dall’uscita dei primi singoli, come Dale e Fumo Bianco, poi i mentori Fish e Jack la Furia, e adesso anche un nuovo brano, Tutt* Stran* in cui parla di quanto sia stato lungo il percorso per accettarsi, del lockdown e che vuole «amare chi mi va».

Quindi, se in amore vale tutto, nel sesso cosa vale?

«Sempre tutto, basta che ci sia consenso. In amore è un po’ diverso, vale qualsiasi cosa ma ogni forma d’amore è differente, ha i suoi alti e bassi e sono importanti anche quelli. Alla fine è solo con tutte queste salite e discese che riesci a capire quali siano i tuoi limiti».

Rapper e ora conduttrice, esaudisci un sogno o ti sei ritrovata in un modo in cui non ti saresti mai aspettata di entrare?

«Avevo una paura assurda, l’ansia di sbagliare tutto. Ora sono contentissima, è stata un’esperienza incredibile con un grandissimo lavoro che sta alle spalle del progetto. Soprattutto sono felice di poter dare più informazione su un tema così parlando a quelli della mia età. Forse anche per questo ero terrorizzata, ma poi è stato semplice».

Anche se parlare di sesso è tutt’altro che semplice.

«Abbiamo deciso di fare questo programma proprio per semplificare il tutto. Il sesso non ha età, però per quanto riguarda l’informazione e l’educazione sessuale io rappresento il pubblico a cui ti devi rivolgere. Nelle scuole l’argomento non viene praticamente affrontato, oppure è troppo casto, pieno di tabù».

Mi ricordo che in Fumo bianco ne cantavi come se fosse qualcosa capace di non farti pensare al resto, ed è rimasta una componente molto presente nei tuoi testi. Che ruolo ha nella tua vita?

«Gli devo dire grazie, mi ha fatto capire chi sono. Cosa mi piace e cosa non mi piace. E soprattutto come posso stare meglio con me stessa anche tramite il sesso».

Cioè, come si fa?

«Quando inizi a conoscerti sessualmente parlando inizi a conoscerti sotto ogni punto di vista, ti vedi come persona, ti senti come persona. Nella prima puntata parliamo di masturbazione ed è assurdo come un argomento del genere faccia parte di tutto quell’insieme di “cose che ci sono ma non si devono dire ad alta voce”. Proprio masturbarsi, per esempio, è una cosa intima per noi stessi, ma dà anche la possibilità agli altri di conoscerci».

Però il sesso si porta dietro anche paranoie belle ingombranti, tabù e luoghi comuni tremendi. Ce n’è uno che ti dà fastidio?

«Ah beh, che se le ragazze hanno una vita sessuale attiva sono delle poco di buono. È una cosa che mi fa uscire di testa».

Te l’hanno detto?

«Certo, e capita me lo dicano ancora. “Fai sesso in giro”, ma che tipa sei. Non mi faccio più tanti problemi come una volta, ho capito che è una cosa che riguarda me».

Essendo perfettamente a tuo agio con la tua femminilità e il tuo corpo e avendo sempre portato avanti questa immagine tanto spavalda sei stata spesso definita la bad girl della scena italiana. Forse perché negli ultimi anni per la prima volta a parlare di cose come queste, che le ragazze fanno sesso e si masturbano, era proprio una ragazza?

«Ma infatti io non sono una bad girl, dai. Sono una dolcetta a cui piace parlare di sesso».

Cosa ti imbarazza?

«A livello sessuale in realtà penso niente [ride]. Sicuramente la cosa che mi imbarazza più di tutte è avere la consapevolezza di non poterne parlare, che se lo dico chissà cosa succede, chissà come vengo vista. Perché anche se ho imparato a passarci sopra, quando sei tu e un’altra persona, di cui ti importa, è un’altra storia».

Hai detto che il sesso aiuta a farti conoscere e a conoscerti. Anche ad accettarti?

«Quello è un percorso lungo. Ho fatto la modella di nudo per un anno e mezzo e mi ha aiutato tantissimo a vedermi. Io non mi sono sempre piaciuta, come si dice, nessuno nasce imparato, e quindi impari ad amarti nel tempo. L’epoca in cui viviamo ci mette sempre sotto pressione, come se dovessimo dimostrare qualcosa a qualcuno che sia fisicamente oppure sui social. Forse ci dimentichiamo chi siamo noi veramente, la viviamo male. Ci facciamo i problemi, pensiamo sempre che ci sia qualcosa sotto ma alla fine dovremmo solo prendere di petto la vita e vedere dove ci porta».

Nel tuo nuovo brano rivendichi una sorta di “diritto di essere una bandita”, riferendoti alla libertà di comportarsi, andare in giro vestite come si desidera senza preoccuparsi delle conseguenze. Quanto conta questa battaglia?

«È un diritto reale, è mio e nostro ed è fondamentale. Il fatto che io mi vesta da bandita, diciamo così, non dà il diritto agli altri di considerarmi una facile. Non è che se io posto una foto svestita o vado in giro con una maglia scollata do il messaggio al primo stronzo che incontro di farmi quello che vuole. Anzi, se lo faccio è perché io mi piaccio così e voglio sentirmi a mio agio così. Non è una provocazione. È l’espressione di un diritto, chiamalo pure diritto alla libertà, senza dover avere la paura di essere trattata come troppo spesso ci trattano».

Parli di “postare”, possiamo fare questo discorso anche sui social, da cui era nata l'idea del singolo Bella così con Federica Carta, considerando che ti sei ritrovata più volte a essere la protagonista involontaria di alcuni flame terribili su Instagram in cui le persone ti insultavano.

«La cosa più allucinante è sempre vedere quell’odio tutto insieme. Il fatto che queste persone nemmeno ti conoscono eppure hanno voglia di scriverti che fai schifo e che senza di te il mondo sarebbe un posto migliore».

Come fa una ragazza così giovane a imparare a non lasciarsi distruggere?

«Niente, ti lasci rompere e cresci di 5 anni in uno. Però poi qualcosa cambia, è come quando cade un vaso e speri che la colla possa tenere uniti tutti quei pezzi, ma la colla non tiene, e devi essere tu il tuo unico collante».

Quando si finisce di essere una ragazza e si diventa una donna?

«Questo lo stai chiedendo alla persona sbagliata».