La prima donna nella storia ad essere candidata all’Oscar nel 1977 come migliore regista per quel capolavoro di Pasqualino Settebellezze (candidato anche per il miglior film straniero e migliore sceneggiatura nda). Una medaglia che è stata forse la sua più grande soddisfazione, contando quanto alle donne abbia dedicato la sua incredibile carriera. Lina Wertmüller è scomparsa ma la sua eredità lasciata al cinema e alla nostra cultura non avrà mai fine, un testamento dal valore inestimabile per le nuove generazioni. La regista si è spenta a 93 anni nella sua casa romana circondata dagli affetti più cari, tra le braccia della figlia Maria Zulima Job, frutto dell'amore con il grande scenografo Enrico Job, scomparso nel 2008. La camera ardente per la «grande regista che ha realizzato film densi di ironia e intelligenza», come definita dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri sarà allestita in Campidoglio.

Un nome impronunciabile per intero, Arcangela Felice Assunta Wertmuller von Elgg Spanol von Braueich, nasce a Roma il 14 agosto 1928. Una vita dedicata al cinema iniziata a 16 anni all'Accademia Teatrale diretta da Pietro Sharoff e con i primi lavori in un teatro di burattini e in radio e tv, dove firma la prima Canzonissima e l’iconico Giornalino di Gian Burrasca con una strepitosa Rita Pavone à la garçonne. Aiuto regista ne La dolce vita di Fellini nel 1960, l’esordio arriva tre anni dopo con il film I basilischi, girato tra la Basilicata e la Puglia, vincitore della Vela d'argento al Festival di Locarno. Nel '68 dirige il western all'italiana Il mio corpo per un poker con un'affascinante Elsa Martinelli.

naples   august 1  movie director lina wertmuller on the set of pasqualino on august 1, 1975 in naples, italy photo by santi visalligetty imagespinterest
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Lina Wertmuller sul set di "Pasqualino Settebellezze" nel 1975 a Napoli

Galeotto l’incontro con Giancarlo Giannini nella seconda metà degli anni '60 che diventa la sua musa al maschile spesso in tandem con la meravigliosa Mariangela Melato. Un sodalizio che porta entrambi sul tetto del mondo (Mimi metallurgico ferito nell'onore, Film d'amore e d'anarchia, Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare di agosto, Pasqualino Settebellezze, La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia i titoli della loro proficua collaborazione). Con Marcello Mastroianni e Sophia Loren, invece, gira nel 1978 Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici, pellicola che vanta il guinness dei primati come titolo più lungo nella storia del cinema.

naples, it   june 1  actor giancarlo giannini with lina wertmuller on june 1,1975 in naples, italy photo by santi visalligetty imagespinterest
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Lina con Giancarlo Giannini a Napoli nel 1975

Sceneggiatrice per i grandi, tra cui Franco Zeffirelli (Fratello Sole, sorella Luna), ed Enrico Maria Salerno (Nessuno deve sapere), nel suo lungo curriculum anche tanta radio, prosa, varietà e lirica (sua la Carmen al San Carlo di Napoli per l'inaugurazione della stagione 1986-87 e la Bohème all'Opera di Atene nel 1997). Coraggiosa nell'affrontare temi politici e sociali, giocando con il grottesco ma non perdendo mai di vista le dinamiche emotive: un talento unico che le ha fatto conquistare la stella sulla Hollywood Walk of Fame e l'Oscar alla carriera nel 2019. Tra i riconoscimenti anche il Globo d'oro alla carriera (2009), il David di Donatello alla carriera (2010) e il cavalierato di gran croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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Lina Wertmuller posa con l’Oscar alla carriera ricevuto nel 2019

Capelli cortissimi, pull a collo alto tinta unita impreziositi da lunghe collane di pietre dure e poi gli occhiali bianchi, suo tratto distintivo, «solari, balneari», che «regalano subito un clima di festa». Una donna tosta, che è diventata guida e icona per le registe di tutto il mondo: davanti agli sgambetti (machisti) ha sempre proseguito dritto e soprattutto a testa alta: «Me ne sono infischiata, sono andata diritta per la mia strada», e non ci fu scelta migliore.